Guerra Russia-Ucraina/ I 13 difensori dell’isola dei serpenti che hanno mandato Putin affanculo
25 Febbraio 2022(Ansa) Ore 22.48 Forze russe hanno preso controllo dell’Isola dei Serpenti nel Mare Nero
Le forze russe hanno preso il controllo dell’isola dei Serpenti nel Mar Nero. Lo rende noto il comando della guardia di frontiera ucraina, spiegando di aver perso i contatti con le proprie forze sull’isola, dopo che per tutto il giorno «il nemico» ha circondato e cannoneggiato l’isolotto, strategicamente importante, che è stato per lungo tempo oggetto di una disputa territoriale tra Romania e Ucraina risolta in via amichevole all’inizio degli anni 2000.
Per voi occidentali, questa isola, è uno sputo, per la storia è sputata eppure oggi qui noi abbiamo messo un puntino sulla i del romanzo proprio nella Storia.
Isola dei serpenti, Mar nero- Ucraina. Siamo 13, tredici soldati con davanti e dietro il mare. Qui si sta bene, di solito, e non succede mai niente. Una bevuta, una bestemmia e il mare e il cielo. La terra più vicina ha in mezzo 45 chilometri di mare, scuro come il carbone.
Solo che ieri è scoppiata la guerra, i russi ci hanno attaccato in nome della loro ragione, bestemmiando la nostra vita. Da terra un ordine che ci pare incredibile, assurdo: “resistete”. In 13?
Ci abbiamo riso su, ma mentre ridevamo abbiamo preso in mano il fucile che quasi era coperto di tele di ragno da quando non lo prendevano più e d’istinto abbiamo messo su il caricatore dei tre che abbiamo di scorta che non si sa mai.
Non verranno i nostri, non verranno gli americani, gli europei poi fanno conti complicati. Qui non verrà nessuno, ma già si sente il motore di un nemico che…
Sorge il sole, il rumore del motore annuncia l’onda che sbatte sulla costa di questo posto di cui non frega niente a nessuno. Eccola la barca è grande pare una montagna. Ieri abbiamo cenato, abbiamo bevuto tutta la vodka che c’era rimasta, pareva brutto avanzarla e alla storia saremmo passati per quelli che non siamo mai stati, degli astemi. Poi che almeno chi verrà non troverà da bere
Poi, lo ammettiamo, la vodka ci da il coraggio per questo passo.
“Ehi voi a terra, siamo una nave militare russa. Arrendetevi o apriamo il fuoco”.
La voce di quelli della nave ripete il messaggio.
Il nostro tenente, il più alto in grado, prende il suo megafono. Noi stiamo schiacciati a terra, come a voler tornare nella pancia di una madre, che tra poco ci ospiterà ma non qui sopra ma nel suo sotto.
Il tenente si alza ritto, fa una voce che ha più forza di quello che siamo: “nave militare russa, vai a fare inculo”
Ritto come un fuso. Che bello il cielo oggi, e il mare pare dipinto.
Quelli sparano con armi pesanti, è un attimo e non ci siamo più. Ora per noi è finita, ma quei marinai russi non parlano più, si guardano le mani. Sentono odore di cordite attaccata al corpo e sanno che non si toglierà mai. Noi siamo morti, loro da ora vivranno come morti e l’ufficiale comandante si sentirà traditore di umanità, traditore della pietà della Santa Madre.
A Kiev, ora, dicono che siamo eroi. Noi siamo solo morti.
Ah…vorreste sapere i nostri nomi? Fate voi, ci chiamiamo uomini, ci chiamiamo Davide, Cambronne, Cicerulacchio. Che fa il nome, eravamo 13 ora siamo niente ma abbiamo detto no ai prepotenti e ci è venuta in soccorso solo la vodka.
Nella foto l’Isola dei serpenti, Mar Nero – Ucraina


