La tragedia di avere 20 anni al tempo della guerra, del covid e della vita: l’incidente di Clarissa Trombin

La tragedia di avere 20 anni al tempo della guerra, del covid e della vita: l’incidente di Clarissa Trombin

6 Marzo 2022 0 Di Lidano Grassucci

Erano le 4.30 del mattino, una domenica. Certo faceva freddo, certo uscire è difficile dopo tutto quel che si sente, che accade. Lei ha 21 anni, si chiama Clarissa Trombin è piena di vita. Via Epitaffio da Latin a Latina scalo è dritta come un fuso, poche auto, le luci dei semafori e gli alberi, anche le case dormono.

Uscir di casa a vent’anni è quasi un obbligo, quasi un dovere
Piacere d’incontri a grappoli, ideali identici, essere e avere

Dice così Francesco Guccini di Piazza Alimonda. Uscire a 20 anni è quasi un obbligo ti aspetta la vita, la vita che frene ed è tutta davanti. Questa ragazza ha in testa anche la paura della malattia, sente le bombe dalle televisioni. Sono le ragioni per andare, andare con la vita dentro.

Invece l’auto esce di strada, quasi vicino casa, l’auto si perde e perde. Oggi sotto questo cielo ragazzi stanno morendo in guerre che non capisci quando già si muore per vivere. Lei, Clarissa, è rabbia sentire che a 20 anni si muore, lei è come se tutti questi ragazzi fossero figli persi in un mondo che pare voler cancellare l’essere giovani.

Non ci sono colpe, non ci sono… c’è questa vita ingiusta che maledico. A me un giorno dissero che mia madre aveva avuto una disgrazia, ma lei era stata viva e non consola me questo ma capisco il mondo. Non capisco la sua fine, non è giusta, non può essere giusta e Dio si era distratto e non poteva.

Non lo sapevi, ma cosa hai provato
Quando la strada è impazzita
Quando la macchina è uscita di lato

Francesco Guccini, Canzone per un’amica