In ricordo di Daniele Nardi lui che ha sognato e ai ragazzi a cui è “vietato”

In ricordo di Daniele Nardi lui che ha sognato e ai ragazzi a cui è “vietato”

15 Marzo 2022 0 Di Lidano Grassucci

Era tre anni fa, di questi tempi. Già, di questi tempi che non erano ancora i tempi della paura, ma forse si annunciavano paurosi. Un ragazzo di Sezze, Daniele Nardi, moriva sul Nanga Parabat. Allora dolore e stupore. Ci fu una gara di dolore.

Ora sono passati tre anni e il dolore si è come contaminato col tempo, la memoria fatta fievole, e Daniele diventa come sciogliersi.

Era un ragazzo con una passione, cosa rara in un mondo che allora si nascondeva nelle sue certezze, anzi la sua storia con l’ardore quasi dava fastidio agli assicurati allo scontato quotidiano.

Ma il tempo da torti e ragioni ai luoghi comuni a cui ci ancoriamo. Lui è morto seguendo un sogno, noi abbiamo contato morti che non erano usciti neanche di casa per “male di respiro”. Altri oggi muoiono come invasori e invasi, senza che alcuno di loro abbia determinato il destino, ma pagato a prezzo pieno il dolore.

Daniele era così fuori contesto o tremendamente umano? Sono tre anni, lunghi da passare. Per un bimbo poco più del tempo di camminare, di parlare. Per un vecchio un tempo di corsa per il tratto che resta. Ma Nardi era un sognatore e questo tempo lo aveva già contato nel tempo in cui ogni attimo è stato anche sognato e quindi moltiplicato per se, venti. Fate voi.

Oggi con la lezione del tempo, con il tempo nella storia penso di capire di più quella scelta di rischio, di sentirla così umana, sensibile, spiegabile molto di più di quella dentro una guerra in cui

Dentro gli uffici uomini freddi discutono la strategia
E uomini caldi esplodono un colpo secco, morte e follia

Francesco Guccini, Piazza Alimonda

Esplorare il mondo, i limiti che trovi nel mondo, è un dovere. E’ l’umana ragione per cui siamo qui. Andare alla guerra non lo è. Tre anni fa moriva un ragazzo che inseguiva un sogno, sento il dolore, ho dolore, ma in un sogno, nell’ardire di vivere. Sulla montagna Daniele è conservato da un sogno, qui nel piano ucraino ragazzi più giovani di lui sono dimenticati nell’odio.