Il Teatro D’Annunzio a chi lo diamo? A LBC inventano la sestadria: due mesi alle associazione il resto ai privati ma è tutto ancora chiuso
7 Aprile 2022Il teatro ancora non c’è, ma a Lbc (Latina bene comune) pensano già a come gestirlo. Siamo alla storia della ricottina: la contadina che andava a vendere al marcato l’unica ricotta che aveva e fantasticava, poi col ricavato ne compero due, poi 4 e… sognando ricavi meravigliosi inciampò e la ricottina si spiaccicò per terra.
Lbc ha pensato alla sua ricottina: i primi due mesi di ripertura, per dare l’abbrivio, faranno spettacoli le associazioni, poi interverranno i privati. Per non fare torto ad alcuno. . Se una associazione vuole fare un evento fuori “abbrivio” arrivano i vigili e li multano per “sosta artistica scaduta”, come si fa pe le strisce blu.
Non sto scherzando ci hanno pensato sul serio, e manco ridendo un poco del risultato
“Potremmo pensare ad un periodo iniziale (per esempio due mesi) di apertura agli spettacoli delle associazioni teatrali della città. Un tentativo con cui, attraverso la vitalità artistica delle associazioni del territorio, si possa dare nuova linfa al nostro teatro”. E lo dicono in tanti: Valeria Campagna, Floriana Coletta, Gianmarco Proietti e Emilio Ranieri .
Mica prosperi. Un teatro che riprende il contratto di mezzadria, ma questa volta a sestadria: due mesi al comune quindi alle associazioni, 5 ai privati.
Che figo, siamo alle parabole bibliche vorrei ricordare ai virgulti giovini la storia di Re Salomone che doveva giudicare l’assegnazione di un bimbo conteso tra due madri. Entrambe manifestavano amore infinito per il piccolo, allora il Re decise di dividere il bimbo a metà e di assegnare a ciascuna mezzo bimbo. Una di loro, una sola gridò: “dallo a lei ti prego”. Salomone capì chi era la mamma vera.
Così, spero che qualcuno faccia il medesimo grido che l sestadria non si può sentire, e il teatro è ancora chiuso.


