La falia tra i pani della tradizione di Pasqua: Fulvio Marino il panificatore di Rai 1 la segnala tra le eccellenze italiane

La falia tra i pani della tradizione di Pasqua: Fulvio Marino il panificatore di Rai 1 la segnala tra le eccellenze italiane

7 Aprile 2022 0 Di Lidano Grassucci

Mio padre quando tornava da Le Canalelle dove coltivava fichi, fagiolini, uve moscato, pomodori per dare il segno di “attenzione” a me e mia sorella riportava la falia. Che non era un mangiare come il pane, ma è una festa a parte.

La falia con l’olio di oliva che si intravvede sopra, i granelli di sale grosso con le fossette sopra che paiono valli dove l’olio indugia. E’ un’ idea allegra, è facile da mangiare: un filo di mollica tra croste croccanti. E’ ghiottoneria pura (per dirla nella mia lingua è gliottinizia) poi se ci metti dentro i broccoletti o la mortadella fresca con il pistacchio è una visita al paradiso. La invidio a Priverno per quanto sono orgoglioso del mio pane setino e per le pastarelle che non hanno eguali. Ma la falia fa la sua figura, poi per me ha il sapore di mio padre che tornando pensava a noi e per questo ci sentivamo importanti, più di figli di Torlonia o del Re d’Italia. Ci sentivamo figli di un papà che ci pensava a noi e sapeva di falia.

La prima volta che andai in Sicilia scoprii la grande civiltà dell’isola davanti ad una cassata: senza i siciliani saremmo rimasti a pane e marmellata dello strudel. Senza Sezze il mondo non avrebbe conosciuto frolla e visciole, senza Priverno sarei più orfano.

Trovo una nota di “panificatore” di Cuneo, un ragazzo di 36 anni Fulvio Marino (nella foto) che spiega l’arte del pane su E’ sempre mezzogiorno Rai 1 che spiega la falia nel suo viaggio tra i pani dedicati alla tradizione pasquale.

La Falia, sul cui nome non esistono tracce certe (c’è chi azzarda possa essere il nome di una fornaia che aveva portato avanti la tradizione di questa tipica focaccia), pare sia nata come elemento base della dieta dei pastori; secondo la tradizione, infatti, si consumava nelle campagne di Priverno per pranzo in modo particolare farcita con broccoletti della Valle dell’Amaseno ortaggi tipici di questa zona. Ed è così che ancora oggi viene servita alla sagra annuale che si tiene a Priverno nel mese di marzo. D’altronde siamo in piena ciociaria, territorio votato alle produzioni di ortaggi di campagna, agli allevamenti bufalini, ai sentieri religiosi.

Bella descrizione. Ora io riconosco a Cuneo di averci donato la Nutella, ai piemontesi di averci dato il gianduia (e che gli puoi dire) che loro riconoscano la nostra falia mi fa riempire di orgoglio, perché se la Nutella, il gianduia, la cassata segnano grandi civiltà, falia e pastarelle non sono da meno.

Ogni

 

CHI E’ FULVIO MARINO

Fulvio Marino è nato a Cossano Belbo, in provincia di Como, l’8 maggio 1985, Proveniente da una famiglia di mugnai, ha trascorso la giovinezza nelle langhe cuneesi. Dopo essersi laureato in Scienze della Comunicazione il giovane di Cossano Belbo si è dedicato all’azienda di famiglia che oggi si affaccia al mercato internazionale. L’impresa, ormai alla terza generazione, ha visto però la luce grazie al nonno della star di Rai 1 che, nel 1956, ha acquistato un mulino a pietra per la macinazione dei cereali