Ucraina, se questo è un bimbo e gli inumani professori della tv

Ucraina, se questo è un bimbo e gli inumani professori della tv

7 Aprile 2022 1 Di Lidano Grassucci

A noi non più vivi, noi già per metà dementi nella squallida attesa del niente

Primo Levi

Ho sentito in tv un professore dire che è meglio avere bimbi vivi sotto una dittatura che sotto le bombe in democrazia. Lo ha detto, sentendosi intelligente. Credo si chiami Alessandro Orsini il professore.

Non entro mica nelle ragioni, nelle argomentazioni ma ho ricordato nel leggerlo una frase di mio nonno che recitava “manco gl’asino vo i padrono”. Intendendo lui buttero che l’uomo è la sua libertà come ogni creatura di questo creato e se la libertà non c’è, non c’è uomo, non c’è bimbo, ma altro che non è umanità.

Primo Levi si chiede se quella gente che vede viva nei lager della dittatura è umana, è uomo. Usa la stessa cultura della mia gente. L’uomo è le sue possibilità, la sua unicità, la sua partecipazione a cambiare il mondo che c’era. E il bimbo è il futuro e il futuro non c’è ste sta alla catena.

I bimbi che il dittatore uniforma nelle camicie e nei pensieri, che fa mostri nell’odio non sono uomini piccoli che imparano dal mondo, ma statue nella villa del dittatore, nella negazione di ogni originale possibilità, sono uomini senza umanità.

Meglio vivi nei lager che morti nella Resistenza? Il professore forse non conosce la dignità, l’orgoglio, la passione, la creatività e mi dispiaccio per lui che non conosce cosa vuol dire essere uomo e il bimbo è un uomo solo piccolo. Mi dispiaccio con i pavidi che accettano il lager con la sua inumana sicurezza di sopravvivere finche il Re vuole piuttosto che resistere fino all’orgoglio della dignità.

Parte del nostro esistere  ha sede nelle anime  di chi ci accosta: ecco perché è non-umana l’esperienza di chi ha vissuto i giorni in cui l’uomo è stato una cosa agli occhi dell’uomo

Primo Levi, se questo è un uomo