Ucraina-Russia, l’odio e la semina

Ucraina-Russia, l’odio e la semina

28 Aprile 2022 0 Di Lidano Grassucci

Se bombardassero Latina? Se una mattina ti alzi e trovi il mondo stravolto, il tuo mondo, e hai paura del cielo della terra, delle finestre, e i tuoi vicini non ci fossero più.

Se la Francia ci attaccasse per paura che i greci predano Marsiglia. Se i fratelli diventassero nemici, se i cugini diventassero orchi, se… se le differenze sottolineate da prese in giro sui maccaroni e sul bidet diventassero odio e sangue, rancore.

Le ferite dei vivi non fanno dimenticare i morti. Nel 1561 gli spagnoli delle inquisizione massacrarono i valdesi di Calabria che da tre secoli vivevano li fuggiti dalla persecuzione piemontese, per 500 anni il ricordo di quel male è rimasto intatto in quella gente che per 500 anni ha avuto paura del mondo. Una ferita di un giorno nella storia diventa per sempre nell’umano, nel collettivo.

Ancora oggi in Europa se sentiamo parlare tedesco, anche cantato, ci allertiamo, ci sentiamo in lontano pericolo e guidando auto tedesche abbiamo il timore recondito che “facciano la spia”.

La guerra dura sempre il tempo bastevole per odiare e qui è il male di questo, metà di mille anni non hanno cancellato un giorno per i valdesi di Calabria.

Non ho capito cosa la Russia vuole, se è terra la terra con il sangue non da frutti, se è il mare il mare rosso porta pirati e non mercanti. Se è sentirsi grandi, ho visto giganti piegati dall’età. Non capisco questo mondo se non l scelta di entrare in un supermercato e comperare odio quando accanto c’è la Nutella e anche a prezzo buono.

Sono un povero contadino, e come i contadini sono attaccato alla mia terra, sono la mia terra e un viaggio di due chilometri mi mette distanza con me, ma se arrivasse un nuovo padrone non sarebbe mai padrone dell’anima di questa terra, sarebbe un falso amante, sarebbe senza possibilità di amore.

I contadini di Ucraina stanno seminando, con l’elmetto e il giubbotto antiproiettile sul trattore seminano grano e girasoli. Perchè finita la guerra bisognerà mangiare, avranno fame gli angeli e anche gli orchi, anche il cane che segue la seminatrice e il gatto che è pronto a difendere il granaio dai topi.

La guerra alla fine la vincono sempre i contadini, ma resta in ogni uomo l’odio per mille secoli almeno.

Questo articolo è dedicato ai 20 mila ragazzi di Russia morti senza onore in una guerra che non ha onore, ma erano ragazzi.

Foto tratta da La Repubblica on line