A Latina pregare non fa rifiuti: sconto alle parrocchie sulla Tari

A Latina pregare non fa rifiuti: sconto alle parrocchie sulla Tari

6 Maggio 2022 0 Di Lidano Grassucci

La Tari (Tassa sui Rifiuti) pesa e tanto sulle famiglie, e le famiglie fanno rifiuti. Pesa, la Tari, e tanto sulle imprese. Vivere comporta la produzione di rifiuti e dobbiamo smaltirli, e smaltirli costa.

Ma non costa per tutti a Latina: se sei volontario (gli enti di volontariato sono esclusi dal pagamento della tassa) non paghi, se sei prete neanche perché il Comune “sconta” le parrocchie. Almeno di questo si è parlato in commissione e in sede di revisione del regolamento comunale su questa tassa.

Ora capisco l’esenzione verso i preti per l’Imu sui luoghi di culto, capisco esenzioni per altre imposte, ma non possiamo esentare i preti dal pagamento della spesa perché so preti da servizi che usano. La tari è una tassa, pesa su un servizio, se si usa il servizio si paga, altrimenti gli altri debbono pagare ciò che non è loro.

La Tari la pagano i Carabinieri, la polizia che pure garantiscono il servizio pubblico. Paga anche la Asl per i rifiuti non ospedalieri (quelli ospedalieri vengono smaltiti non dal sistema comunale come rifiuti speciali).

La pagano le scuole, che pure svolgono un servizio pubblico, la pagano i vigili del fuoco che svolgono un servizio pubblico: perché i pretì no?

Più esentiamo più i non esentati, famiglie e imprese pagano. Ma la parrocchia svolge un servizio sociale. Perchè il caffè no? Il bar no? I servizi costano e si pagano, poi il Comune se decide di “sostenere” i preti fa delibera, quantifica l’ammontare del sostegno, il contribuente e l’elettore vengono a conoscenza del peso del “servizio” sociale delle parrocchie e valuterà al momento del voto.

L’esenzione è un contributo celato, indefinito, non trasparente.

Poi resta un altro nodo: la sinagoga paga? la moschea paga? Il tempio valdese paga? I testimoni di Geova pagano? I senza dio pagano?

La religione riguarda la coscienza non lo smaltimento dell’olio della frittura, delle bottiglie di plastica. E credo che iddio comunque lo preghiate chieda soltanto, nella sua misericordia, di esentare i bisognosi non i preganti. Non sempre il buono è vestito da buono e non sempre i sacerdoti sono “i migliori”:

Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico e incappò nei briganti che lo spogliarono, lo percossero e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso, un sacerdote scendeva per quella medesima strada e quando lo vide passò oltre dall’altra parte. Anche un levita, giunto in quel luogo, lo vide e passò oltre. Invece un Samaritano, che era in viaggio, passandogli accanto lo vide e n’ebbe compassione.  Gli si fece vicino, gli fasciò le ferite, versandovi olio e vino; poi, caricatolo sopra il suo giuramento, lo portò a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno seguente, estrasse due denari e li diede all’albergatore, dicendo: Abbi cura di lui e ciò che spenderai in più, te lo rifonderò al mio ritorno. Chi di questi tre ti sembra sia stato il prossimo di colui che è incappato nei briganti?

Vangelo secondo Luca

Io esenterei il samaritano

Nella foto Massimo Mellacina, assessore al bilancio del Comune di Latina