Se l’Università la smette di fare la timida e diventa La Superba. Al Festival della Comunicazione di Camogli la bella sorpresa sono i ricercatori dell’ateneo di Genova
20 Settembre 2022Il mondo è andato avanti fino allo scorso millennio con due generazioni per volta, al massimo tre, ma in casi estremi, come ad esempio un paio di guerre mondiali nell’arco della stessa vita.
Per il resto figli che criticano i padri, padri che non capiscono i figli. Stop.
Tra le novità inaspettate del 21esimo secolo c’è anche il turbinio di generazioni dove ognuno rivendica le sue conquiste civili, il suo mondiale di calcio, il suo cartone animato.
Solo per rendersi conto: basta fare mente locale sul fatto che sono vivissimi e partecipanti alla vita sociale e social molti che nel 1975 votarono “Sì” all’abrogazione della legge sul divorzio. Così, tanto per ricordare come siamo.
Ma torniamo al turbinio di generazioni e alla loro formazione che, in ordine alfabetico, vede impegnati: assistenti sociali, docenti, editori, genitori, opinionist*, (asterisco perché sulla tastiera non trovo lo schwa), giornalist*, psicolog* – non tutti per fortuna, anzi neanche tanti, ma quei pochi tanto rumorosi – i quali tutti insieme, e non all’unisono, si affannano a spiegare l’hardware bambino su cui istallare tutti i software, anzi le app di ultima generazione, affinché si possa avere un* adult* competente, capace e competitiv*.
Tutto questo preambolo per dire che mi sono imbattuta nei prodotti entusiasmanti di una generazione che a occhio dovrebbe essere figlia degli anni ’90.
Giovani ricercatori dell’Università di Genova dal volto che li confondi con una matricola, vestiti ordinati e semplici come liceali di mezzo secolo fa, sorridenti come influencer, sicuri come rockstar.
Giornate piene di sole, il mare un’attrazione dalle onde pigre, sere tiepide per il Festival della Comunicazione di Camogli. La scelta è imbarazzante, e non è un modo di dire. Ma una mattina ho deciso di affacciarmi, o meglio sono stata richiamata dalla voce di una ragazza. Parlava di economia, di cambiamenti. Mi affaccio, mi siedo. Ci rimango fino a ora di pranzo ad ascoltare i ricercatori dell’Università di Genova. Con un mare che chiama per un tuffo, inchiodano lì a sentirli parlare di fulmini, di economia, di 5G, di diritto, di stoccaggio dell’energia.
Ecco l’idea stessa della Comunicazione. Sapere e saper trasferire la passione per il proprio sapere. Qui c’è da appassionarsi a tutto perché è tutto raccontato così bene, che ti viene voglia. Un po’ come, tanto per citare un ospite fisso del Festival, in tanti ci siamo appassionati alla storia ascoltando le lezioni di Alessandro Barbero su Youtube. E non fa niente se la memoria non trattiene la maggior parte di quello che viene detto, per trattenerlo occorre dopo mettersi sui libri e studiare, e studiare ancora. La bellezza sta nel momento. Il momento in cui si rimane catturati dal detto delle parole, in cui la mente riesce a rimanere su quel detto. Non esiste più il telefono e il mare è solo un suono gradevole di sottofondo.
C’è stato uno stand, anzi una terrazza nella bella Camogli, piena di luce e di sole in questi giorni di settembre che ha presentato il futuro.
Nel turbinio di generazioni del Festival della Comunicazione, dove Federico Rampini sembra raccoglierle proprio tutte nel suo racconto americano, con il mare che si fa sentire e le campane che suonano una melodia tutta loro, un po’ troppo lunga per essere normale e alla fine ci devi fare caso, si è visto uno scorcio di futuro. Molto luminoso.
Dietro alle parole di questi ragazzi anche il silenzio, i giorni scanditi dallo studio, che anche se è passione, il tempo non sempre vola via. Le notti prima degli esami, di maturità, dell’università, del dottorato. Finché i libri, le lezioni diventano sapere e il sapere si traduce in una materia che si fonde nella persona. È lì che si può dire di sapere. Il passo successivo: comunicare.
Comunicare, non solo riferire una serie di nozioni. Se esiste un Festival della Comunicazione è perché tutti i passi successivi sono una scienza diversa e, nonostante se ne faccia un gran parlare, ancora poco esplorata.
C’è la sicurezza, data dal sapere. C’è la generosità di comunicare perché una passione è più bella se condivisa. Piero Angela: senza i suoi contributi un Festival dedicato alla Comunicazione sarebbe stato un non Festival. Cos’è che ha messo Piero Angela al di sopra e al di fuori di tanti ottimi standard. La gioia di scoprire, per lui che era un giornalista ogni sapere costituiva una novità, e (chiedo aiuto al vocabolario) quello stato di viva, completa, incontenibile soddisfazione che gli procurava trasferire quella scoperta. Che trasferiva anche uno stato di viva, completa, incontenibile soddisfazione.

Ancora sull’Università di Genova che ha saputo essere Università in un grande evento a qualche decina di chilometri dalla sua sede, tenendo banco sulla Terrazza dei Saperi di Camogli per quattro giorni. Ad aprire i lavori c’era il rettore Federico Delfino. E poi un programma, che qui si riporta.
La Superba – in tutta la bellezza delle parole di Francesco Petrarca – non è solo la città.
- Fabrizio Benente modera Stefano Schiaparelli e Mauro Taiuti: “Studiare l’Universo (e non solo) dalle profondità del mare”
- Elena Santopinto: “Il progetto Art & Science”
- Marco Battaglieri: “Astroplano: a caccia dei muoni cosmici”
- Marco Bagli, Andrea Lazzarini, Matteo Timo: “Un tuffo nella scienza – Saperi e sapori: arte, letteratura e scienze”
- Ruben Gianeri, Enrico Peira: “Fisica applicata alla diagnosi medica”
- Lucia Votano, Mauro Taiuti: “La scienza di oggi, tra collaborazioni e internazionalità”
- Fulvio Mastrogiovanni, Eliana Ruffoni: “L’Università del futuro, il futuro delle università”
- Fabrizio Benente, Giacomo Montanari: “Patrimonio, arte e territorio: la libertà della conoscenza per progettare il futuro”
- Silvia De Angeli, Soheil Mohammadi, Sherine Jharni: “Un tuffo nella scienza – Future emergenze e misure di sicurezza”
- Stefano Barberis, Andrea Bonfiglio, Gianluca Cerruti: “Un tuffo nella scienza – Come la transizione energetica incontra l’efficienza economica”
- Jacopo Della Torre, Daniele Mestriner, Fabio Patrone: “Un tuffo nella scienza – Fra crisi e innovazioni”
- Mariachiara Chiantore, Irene Geneselli, Carlotta Ferrando: “Un tuffo nella scienza – Il sale della terra, un viaggio fra terra e mare”
- Gianluca Gemme, Alessio Caminata: “Le sfide scientifiche e tecnologiche del progetto Einstein Telescope”
- Guido Tonelli, Walter Riva: “A dieci anni dalla scoperta del bosone di Higgs”
- Luca De Biase modera Fabrizio Benente e Guido Tonelli: “Grandi scoperte e grandi calamità: quale impatto sulla società e sulle libertà?”
- Pietro Ameri, Matteo Pardini, Silvia Pesce: “Un tuffo nella scienza – Nuove promesse in ambito medico”
- Maria Caterina Giordano, Salvatore Polverino, Marco Raveri: “Un tuffo nella scienza – Illuminazione su visibile e invisibile”
- Antonio Caggiano, Marta Santagata, Clara Vite: “Un tuffo nella scienza – Infrastrutture green per affrontare il cambiamento climatico”
- Bianca Bottino, Silvano Tosi: “L’esperienza didattica delle masterclass delle particelle elementari”
- spettacolo di Gian Piero Alloisio: “Il Maestrone”
- Laboratorio “La meccatronica che non ti aspetti” (6-19 anni) a cura di Rodolfo Zunino.
A organizzare, presentare e coordinare dalla mattina alla sera, Eliana Ruffoni, portavoce del Rettore. Portavoce dell’Università.


