Il ragazzo che voleva scrivere o solo un vento

Il ragazzo che voleva scrivere o solo un vento

25 Ottobre 2022 0 Di Lidano Grassucci
l ragazzo avrebbe voluto scrivere e scrivere ancora ma.., ma la vita lo costrinse a vivere e le parole non erano quel dolore. Voleva volare con un aereo con le ali fatte di suono di parole e l’ insegna scritta a china. Ma la vita è a terra e non vola, non siamo uccelli.

Il ragazzo scrisse sui cumuli di sassi che fanno di lato le strade brecciate. Scrisse della sua valigia stretta con lo spago, dentro un saluto e tenne in mano il fazzoletto per salutare. Il ragazzo avrebbe voluto scrivere ma la vita lo costrinse a vivere e lui non sapeva proprio quel male che è la vita in cui tutto finisce per destino.

Un tarlo, poi il viaggio e l’addio che non si scrive e resta un saluto astuto. La stazione era illuminata dai lampioni, un poco d’umido di pioggia saliva dai binari, sarebbe partito di li a poco, destino l’orizzonte o la fine di questo errore che era vivere scrivendo, e scrivendo illudersi di essere un romanzo, eroe che non c’è, solo figlio di fantasia.

Ah, le parole. Il ragazzo avrebbe voluto scrivere, la ragazza era di altro avviso. La ragazza era come sono le ragazze di questi posti generose e vere per quanto si mischiano le primavere. Il ragazzo avrebbe tolto le scarpe per correre a piedi nudi nella terra che sapeva, ma scrivere è inventare un mondo, anche nel dramma, perfetto. Ma la vita non si scrive, lui aveva l’utensile sbagliato.

La guardò per mettere quella foto in valigia, la guardo perché la foto fosse indelebile al prossimo destino. Lo hanno visto partire, direzione Torino, o forse più su fino a Berlino. Di certo si sa che non lo hanno visto tornare, la carta dove aveva disegnato con la china le insegne del suo aereo era consumata e dall’acqua di pioggia dilavata.

Forse mi sono sbagliato, non era un ragazzo, era il vento che metteva in fila le foglie, solo il vento, aria mossa.

Foto: Caravaggio, il ragazzo che sbuccia la frutta