Un sindaco spiccio e l’impiccio a sinistra: il dilemma della Fanta per la Regione. Intorno a Coletta

Un sindaco spiccio e l’impiccio a sinistra: il dilemma della Fanta per la Regione. Intorno a Coletta

27 Ottobre 2022 0 Di Lidano Grassucci

Coletta, inteso come Damiano, già sindaco di Latina ogni giorno che passa si accorge di stare spiccio (libero). E chi arriva a questa libertà dopo un poco capisce che l’antica gloria non è nuova notorietà: non ti si fila alcuno.

Quindi? Ti poni il problema di essere, di stare su piazza, di non essere dimenticato.

Essere spiccio è un impiccio grosso, non ti viene da passare il tempo, anzi hai tempo da vendere.

Ma? Ma in Italia c’è una elezione ogni due mesi, in Italia ogni giorno in politica è un’era geologica.

Improvvisamente Coletta si è accorto che non c’è tempo, deve rinverdire la sua fama, deve recitare in qualche teatro dopo che il suo ha chiuso (il Comune).

Eccola la Regione Lazio, quasi pronta ad accogliere enfant prodige, talenti usciti da gare informali di selezione.

E ci pensa, poi ci ripensa, poi chiama quelli dello staff, o di ciò che ne rimane, e fa progetti come quelli del Barone di Münchhausen. 

Non voleva candidarsi pensando a rivincere in Comune, poi ha pensato che sarebbe stato troppo allungato il brodo, tanto da non avere più manco il profumo di cappone, e allora “meglio un occhio di bue”: la Regione.

Ma con che lista? E qui i centri studi, si fa per dire, studiano: col Pd per dare un ingresso in una fase difficile? Con la lista del Presidente per dare consistenza? Con i 5 stelle per diventarne la guida?

Mille possibilità, ma una sola necessità “evitare di sparire”, del resto a fare l’umarell c’è il problema dei cantieri che non ci sono.

Il candidato c’è, Coletta, quel che manca è il contenitore.

Come se avessimo già fatto la Fanta ma ancora non sappiamo se metterla nella bottiglia di vetro, in quella di pet da un litro e mezzo, un quella da 33 cc, o in lattina.

Problemi della politica.