Il ragazzo che fa rose con le cose rifiutate, con le mani da ritrovare

Il ragazzo che fa rose con le cose rifiutate, con le mani da ritrovare

5 Novembre 2022 0 Di Lidano Grassucci
Non lordate la vita, la frase era come ridondante su una strada sporca di rifiuti di un consumismo volgare. Distratte le persone non badavano alle cose, perdute per un uso brevissimo. Un ragazzo fa di pezzi di carta straccia, quelli delle buste che ti danno ai fast food, una rosa e le foglie sono gusci di arachidi divisi a metà. Di cose che si gettano fa rose, con attenzione, ha un aspetto di ragazzo di periferia, segnato da un lavoro pesante, scarpe da lavoro, ma la rosa. Già, le mani trattano la carta come si fa con l’acqua di colonia, con un profumo, con elegante discrezione, la rosa è lì. Immagino la porterà alla fine del viaggio ad una dama, no ad una ragazza che si sentirà unica per la rosa, il pensiero di farla, l’averla fatta, e le mani sapienti che di carta morta fanno idea di rosa viva.

 

Non lordate la vita, la frase era ridondante la strada ora non è sporca di rifiuti è segnata di rose ipotetiche. Serve un amore, le mani, e il ritorno mai a mani vuote. Il ragazzo mi guarda, sorride, capisce che lui è il ragazzo che ero anche se le mie mani non sanno fare rose, ma di rose ne ho pensate e fatte con ingenue parole. Alla fine del viaggio tutto è pulito, il ragazzo prende la rosa, la busta di carta senza i pezzi rosati, saluta e va al destino. La ragazza conserverà il fiore di carta pensando all’amore mai di carta anche se ha scritto una rosa o una poesia a forma di rosa.

 

Non lordate la vita, la frase era ridondante ma quel fiore così ingenuo cosi terribilmente quasi ovvio era straordinario. Rosa di maggio che a strapparla ci vuol coraggio e qunado lo fai la spina ti segna le mani, mani di rosa. Credo che lei sia sia sentità bella e lui un contadino di sogni