Pavlivka/ Combattere dalla parte sbagliata e morire non di meno

Pavlivka/ Combattere dalla parte sbagliata e morire non di meno

8 Novembre 2022 0 Di Lidano Grassucci

La notizia

A Pavlinka 300 soldati russi uccisi in una trappola ucraina

i soldati di Kiev hanno lanciato un contrattacco dalle aree periferiche della città, stringendo gli invasori tra due fuochi e compiendo una strage di circa trecento militari russi. Anziché ordinare la ritirata, i generali di Mosca hanno deciso di gettare altre truppe nella mischia, finendo per sacrificare inutilmente la vita di altri soldati. Le immagini della disfatta russa sono state riprese da alcuni droni telecomandati ucraini e mostrano, tra le altre cose, esplosioni di carri armati e corpi che saltano in aria.

Fonte: Open

Il soldato

Nessuno, dico manco uno, è mai morto più di una volta. E’ morto anche il risorto. E quando accade non sei altro che nell’inevitabile. Pavlivka è un posto dell’Ucraina dove vivere era, sarà, banale. Un posto dove non ci sarà mai storia, peccato che nell’unico attimo che ci passa ci sia io. Soldato di Santa Madre Russia, ragazzo del mondo, figlio di mia madre e non sarò mai uomo di alcuna donna per amore perchP tutto finisce qui, ora e per sempre.

Vengo da Vladivostok dove finisce la ferrovia, dove c’è l’oceano Pacifico. Ci hanno detto siete i migliori, siamo morti in 300, ci hanno detto che ci avrebbero abbracciato, ci hanno odiato. Ci hanno detto è tutto facile gli altri sono meno, erano leoni e noi li pensavamo mici.

Sono morto, quando muori in terra non tua non possono venire i tuoi a farsi il segno della croce, gli altri non se lo fanno per noi, ma vanno nel cimitero accanto.

Sono stato una apparizione rapida nel mondo, 19 anni appena. Ma chi piange i soldati? 19 anni, che gli altri del mio tempo oggi stanno baciando una ragazzina, provando un’auto con tre carburatori, facendo rock in una cantina, o un viaggio per tutta l’Argentina. Io, invece, la finisco qui dove la storia passa ora e non ci ritornerà. Peccato che in questa ora ci sia io solo con il mio torto. Quanto è bella la mia Russia, mi sentivo fortunato ad essere nato là, ma ora la finisco qui.

Cinque anatre andavano a sudForse una soltanto vedremo arrivareMa quel suo volo certo vuole direChe bisognava volareChe bisognava volareChe bisognava volareChe bisognava volare

Francesco Guccini, Cinque anatre

La storia perde per strada dei ragazzi, lascia intatti dei vecchi nei loro rancori. Il signore e il diavolo non si danno pace a dannare le loro creature.