Ti scrivo

Ti scrivo

17 Novembre 2022 0 Di Lidano Grassucci

Ti scrivo, ti scrivo per non fare rumore. Ma ti scrivo non per dirti cose che non muteranno il giorno, indicazioni di strade, o come si cucinano le uova, ma per darti segni sulla carta con cui tu, poi, fai i suoni che vuoi.

Ci metti il tono che credi, e scomponi le parole come puoi, ti scrivo con parole mattoncini Lego con cui costruire storie di cielo o di abisso basta mutare sequenza.

Ti scrivo ma non è neutro il mio raccontare, ma è come mi sento e scrivendolo lo fisso, lo risento, lo capisco, lo faccio mio per come poi dopo averlo spedito verrà indossato.

Scrivo di cavalli che sono liberi nel prato o forza di cavalli vapore in un motore e viaggio alla scoperta di un altro mondo.
Ti scrivo che sento il tuo leggere non leggero come fosse un racconto in bianco e nero, con figure da colorare e sento quei colori, inaspettati. Questo è uno spettacolo, è la bellezza pura di stare qua e non di passare di qua, intendo in questa vita. Ho avuto gli stessi sogni di Aladino, le stesse paure dei tre porcellini prima di capire che il lupo non è poi così cattivo. Ho seguito le passioni di un Lancillotto nella grandezza di un Re giusto, ma sempre Re era e non potevo soprassedere.
Ti scrivo che mi leggi e non ci sono leggi da rispettare, ma storie da colorare. Per questo ti scrivo per l’imprevedibilità del racconto di vivere.
Lettera al vento, lui sa dove farla atterrare.