Benedetto XVI/ Il tempo strano dei due Papi all’appuntamento della morte di uno

Benedetto XVI/ Il tempo strano dei due Papi all’appuntamento della morte di uno

3 Gennaio 2023 0 Di Lidano Grassucci

Queste riflessioni sono estratte dal mio libro “Dialogo fuori dalla storia che uno non basta” pubblicato per i tipi Ego edizioni nel 2016 . Un modo per ricordare Papa Benedetto XVI

Abbiamo vissuto in un tempo con due Papi. Mai nella storia è avvenuto questo. Una circostanza fuori dal mondo, perché nel mondo non c’è posto per due ponti con Dio, perché due voci fanno almeno tre possibilità di canto. Perché pensare questo tempo è così difficile che non c’è più alcuna via, ma solo ipotesi di rotta.
Le cose non capitano per caso, questo è un tempo che non si legge senza dubbi, non si legge con una chiave sola, non si legge senza rileggerlo e leggerlo ancora.
Parlano due Papi, ma è un dialogo ipotetico, niente affatto teologico ma tutto in quel percorso che è il vivere insieme, in cui c’è chi risolve tutto facendo (in America se c’èn un problema prendono un cacciavite) o cercando risposte nel passato (in Europa cercano di trovare l’eguale nella storia e si chiedono perché). Due mondi lontani, ma mondi umani entrambi. Non c’è nel dialogo ragione o torto, la ragione e il torto è visione del mondo quando era uno e c’era solo un
Padre, una idea di domani. Oggi mettiamo in discussione tutto, anche l’idea che il percorso umano è un progresso, è progressivo, è verso una meta positiva. C’è la teoria del limite, del regresso, non del declino che è tornare indietro ma
con il medesimo treno, ma della decrescita che è scendere dal treno per andare a piedi. C’è l’idea che il “crescete e
moltiplicatevi”; è diventato bestemmia, che dobbiamo pensare a “non far nascere” , a “non far sperare”, a “non far immaginare”. Dal culto della speranza, all’idea del finire. In fondo ogni istante della vita del cristiano è stata fino ad ora
“speranza di salvezza”, ora c’è “certezza di condanna al termine”. C’è il nodo della scienza che ci pone il limite, il
confine. Tornano i tempi del divieto di farsi domande come al tempo di Galileo. Torna l’idea che il pensiero umano è
campo del demonio e non dono di Dio, che l’uomo stesso non è creatura di Dio ma agente di Lucifero.  Domande che forse mai ci eravamo posti, domande che devi risolvere in dialoghi e non in monologhi. Devi cercare le risposte nella testa, nella memoria, ma anche nel vivere il tempo di queste domande.
Non è una riflessione religiosa, è un dialogo tra uomini chiamati ad un servizio, meglio al servizio. Non è conversione è conversazione dentro la radice del nostro pensare. Non ci sono citazioni, non richiami, il rigore non tentativo di chiudere discorsi, ma una prova ad aprirli. Tutto qui. Li ho scritti perché mi è venuto di farlo, spero che il
leggerli sia il piacere di leggere e di sentirsi un poco umani in questo tempo, e diventare umani nelle domande e non
disumani nelle risposte.