Lo strano caso del treno Napoli / Milano andata e ritorno in giornata
19 Gennaio 2023Ho lavorato per tre anni con una collega che si svegliava alle 4.17 del mattino, prendeva il treno da Benevento alle 5.20 per arrivare a Latina Scalo alle 7.42. Qui iniziava la parte più difficile del viaggio e cioè raggiungere la scuola in tempo. Ci riusciva. Pochissime assenze. Quando doveva trattenersi a Latina, trovava una sistemazione economica. Come cena fuori si andava allo Zodiaco su Via del Lido, dove il lunedì sera la pizza costa la metà. Mentre mangiava la pizza stava al telefono con i figli per il resoconto quotidiano sui compiti svolti, su come era andata la giornata. Una vita che io avrei retto per un paio di settimane, lei l’ha retta senza un lamento per sei anni.
Quindi, quando ho letto della collaboratrice scolastica che si fa Napoli – Milano tutti i giorni, non mi sono impressionata più di tanto. Mi sembravano strani i sei giorni di servizio, specie al nord dove sabatodomenica sono considerati un’unità inscindibile. Tutto il resto normale routine, salvo il fatto che, almeno in certi periodi, si trovano ottime offerte sui B&B e quindi qualche giorno poteva anche fermarsi.
Poi questa mattina leggo il post di Teresa Faticoni, con la quale abbiamo condiviso le stesse pagine e le stesse telecamere qualche lustro fa. “Trovo aberrante la storia della bidella che orgogliosa e indefessa fa tutti i giorni Napoli/Milano e ritorno per andare a lavorare” posta Teresa. A seguire una serie di commenti, solo qualcuno a favore di questa ragazza che ha raccontato la sua storia alla stampa. Non so a chi per primo, ma diversi quotidiani ne hanno parlato, in toni più o meno euforici.
Il problema di noi giornalisti è quando viviamo troppo la redazione e troppo poco la vita reale. In tutta sincerità avrei voluto continuare a fregiarmi di questa mancanza, ma ho dovuto optare per la vita reale. Così come Teresa.
Quindi ci ho riflettuto sopra e cambiato la mia opinione che in un primo momento si era perfettamente allineata a quanto riportato dai quotidiani (una scelta di vita, così vivendo ancora con mamma e papà si riesce a mettere da parte qualcosa ecc.) un po’ perché avevo di fronte la mia collega di qualche anno fa, un po’ perché alla fine mi piaceva l’idea da un punto di vista narrativo.
Viaggiando sui treni si conoscono le vite più faticose, rese ancora più impossibili da un sistema di trasporti vergognoso che a Latina tocca il fondo. Il parcheggio della stazione di Latina Scalo è pieno di auto usa e getta, di automobili ferme lì solo per permettere ai pendolari che arrivano nel capoluogo pontino di raggiungere il posto di lavoro. Sono auto che costano giusto il passaggio di proprietà, e chi se ne fa carico ci paga bollo e assicurazione pur di arrivare in tempo a timbrare il cartellino.
Questa ragazza napoletana si è un po’ vantata della vita che fa, guardate quanto sono brava. Ovviamente è partita la sequela di “avrà lavorato tre giorni, poi congedo, malattia ecc.”, come se certe pratiche fossero a uso esclusivo dei pendolari.
Parlando con un musicista mi raccontò dei tempi in cui aveva un incarico a sud e uno a nord dell’Italia. Quando il suo treno transitava per Latina c’era la moglie alla stazione ad aspettarlo: lei gli consegnava la valigia con il cambio pulito e si portava a casa quella con gli indumenti usati.
E di storie ce ne sarebbero ancora tante.
Torniamo alla nostra ragazza napoletana che è piuttosto ovvio che non vede l’ora di accumulare un punteggio tale da ottenere il trasferimento. Al pari di milioni come lei.
A proposito: il posto da collaboratore scolastico, o da bidello per usare un termine che capiscono tutti, è attualmente tra i più ambiti. Non servono titoli particolari, è un posto statale, non si fa il concorso e, avendone i requisiti, si può perfino fare carriera e approdare tra gli amministrativi. Ecco, tenuto conto di tutto questo e a fronte di un momento storico piuttosto complesso, il viaggio Napoli-Milano A/R in giornata è molto meno sgradito di quanto si possa credere.
Ps. È Aida De Angelis la maestra che per sei anni ha viaggiato da Benevento a Latina. La cito perché sono sicura che chi lavora con lei sarà d’accordo con me che si tratta di una collega straordinaria.


