Discorso intorno al voto: quanno se scherza bisogna esse seri

Discorso intorno al voto: quanno se scherza bisogna esse seri

23 Aprile 2023 0 Di Lidano Grassucci
La serietà è l’unico rifugio dei superficiali.
Oscar Wilde

 

Se vado a teatro è l’attore che recita e lo spettatore si deve divertire, coinvolgere, deve uscire meno solo di quando è entrato per “i pensieri che l’opera gli ha messo in capo”.

Giro per la città, mi rigiro e di questo grande spettacolo della democrazia che è il voto non vedo traccia, traccia visibile. Un tempo c’era il comiziante, la macchina che con le trombe montate sul tettuccio ti invitava a “votare e fate votare partito comunista”, con l’altra auto che viene di mani contraria che alzava il volume per bianco fiore.

Le campagne elettorali entravano dentro i portoni, nei bar, a pranzo con i figli che “tradivano” i padri e i padri “sconoscevano” i figli. Con i vecchi che cercavano i preti per fagli la festa e le donne che pregavano quei preti perchè non ci fosse alcuna festa.

Anche il Signore votava e lo faceva per la Dc, i preti manco a parlarne e i baciapile a seguito. Votano altrove i braccianti senza terra ma con un sole prenotato all’avvenire, votavano liberale i padroni della terra. Tu sapevi la missione e stavi al posto che ti competeva con passione.

Ora, giro e mi rigiro ma non trovo… “Acqua a Maccalè” e si capiva il messaggio, lavoro a chi lavora e la promessa andava bene.

Adesso? Gazebo precari con bandiere che è difficile leggere e aste di plastica made in China che non reggono neanche il soffio di una bambina e gli attori non escono mai sul palcoscenico.

C’era chi sperava in Dio, chi nella rivoluzione, chi intanto cercava di fare qualcosa, nessuno era banale. Ora, la gente cammina, i bimbi hanno il palloncino, le signore si fanno eleganti sempiterne belle e indifferenti

Ti fermano, votami che sono io. Avrei un’idea fare verde la campagna, mi lasciano un biglietto si vedrà e non ridono dell’ovvietà.

Salgo in macchina c’è un glicine in fiore, è bellissimo, stanno fiorendo i ciliegi e non sono da meno. Se fossi candidato direi soltanto “dio che figo stare qui”, è primavera e ci sto bene.

E i desideri? Sono figlio di chi non ha mai avuto desideri e non ho “gliottinizia” (golosia) di niente, ma mi accontento di quello che ho. Così la vita diventa meno banale di chi non guarda oltre il canale.

Ditemi, cosa volete fare? Non si sente niente neanche il mare. Perso il pensiero.

Nonno mi portò con  lui al tempo della ragione che iniziava ricordate gl’omo po radduce puro alle 4 della domani, ma alle 5 s’arizza e va a fadia. Mai lo torto abbozzà, ma non tenè furia piano piano. Ecco cosa manca uno che parla di dignità.

Quanno se scherza bisogna esse seri

Alberto Sordi, il Marchese del Grillo