Elezioni comunali e la politica. Intorno al discorso di Musumeci

Elezioni comunali e la politica. Intorno al discorso di Musumeci

11 Maggio 2023 0 Di Lidano Grassucci

Assisto ad un “comizio” di Nello Musumeci, ministro del mare. E’ stato presidente della Regione Sicilia, in politica ha fatto tutto dal consigliere comunale in su. Naturalmente ha la dia idea del mondo che, diciamo, non coincide con la mia, ma… Sta in un contesto elettorale per Matilde Celentano, e prende la parola. I gesti non sono casuali, il garbo non lo è, la capacità di districarsi nella lingua italiana che viene sottolineata da passaggi in siciliano, modi di dire in siciliano, con sentire siciliano. Parla per 35 minuti, ma la platea ascolta. Non cita leggi, leggine, dati, datine ma parla di cuore, di passione, della distinzione in un bivio tra la cosa che si dovrebbe fare e una cosa giusta da fare. “il politico sceglie la seconda”. Parla di 15 dominatori della Sicilia: ai primi due ci siamo ribellati, poi… abbiamo capito che se ne sarebbero andati e li abbiamo applauditi, gli ultimi sono gli americani 

l’Intervento respira, trasferisce cose che la platea non sa, spiega che il mare (di cui si occupa) è una risorsa in una nazione che lo ha dimenticato.

Il mare fa paura, non sopra ma sotto, ed evoca i mostri marini, evoca i tentacoli che affondano le navi (dice non citandolo di Pinocchio e la balena, di Giona e la balena, di 20 mila leghe sotto i mari di Giulio Verne), per dire che invece li sotto c’è ricchezza e non paura, li sotto ci sono le terre rare per l’industria del futuro e la sfida con la CIna, ci sono i cavi di internet dove passano il 93% dei dati che usiamo. Mi viene in mente, ascoltandolo, al cavo elettrico di Terna che lega il continente alla Sardegna, la più grande infrastruttura elettrica in Italia che noi ignoriamo.

Perchè? Sono venuto a Latina e ho voluto vedere piazza del popolo per respirare e ho comprato due libri di Antonio Pennacchi. Ha comperato i libri, per capire, ha avuto curiosità di leggere non presunzione di sapere. Parla di politica come ascolto. Ascoltare e leggere, sa dove andare a prendere gli esempi per spiegarsi. Lo capisce l’umile, il presuntuoso, chi pesa di pensare, il laico e il chierico.

Un conto è parlare, lo facciamo tutti, un conto è dire, trasferire valori.

Vengo da altre culture, ma ho sentito parlare i miei Pietro Nenni, Riccardo Lombardi, Bettino Craxi, Claudio Martelli con loro mi affascinavo ed ero d’accordo, poi Ciriaco De Mita, ma anche Cirino Pomicino con cui non ero d’accordo, ma respiravano i pensieri. Ecco ieri ho sentito respirare, lo volevo dire in questi tempi dove manca l’aria e dove la politica è amministrazione, normazione, il tutto senza libri.

Per dire bisogna saper dire e sapere di quel che si dice.