Italgas a Acqualatina nel silenzio dei sindaci: l’acqua che non ci riguarda
12 Giugno 2023Acqualatina è una società misto pubblico-privato, il pubblico (i comuni) hanno il 51% delle quote, i privati il restante 49%. Si occupa di distribuzione di acqua potabile a 600 mila cittadini. Gestisce reti (acquedotti e fogne), depuratori, centrali di approvvigionamento idrico. Una delle aziende con più fatturato in provincia: 128 milioni di euro nel 2021, con quasi 10 milioni di attivo. E’ il bilancio della Provincia, inteso come ente, fatto su un bene pubblico primario.
Possibile che il sindaco di Latina, Matilde Celentano non convochi i sindaci, l’assemblea dei sindaci che rappresentano il 51% del capitale della società e insieme convochino la nuova società che gestirà l’acqua? Possibile che non si apra un confronto per capire, per sapere. Ma anche solo per curiosità. Nulla di niente, come se fosse eguale.
Italgas ha una forte partecipazione pubblica, gestisce le reti del gas, che intenzioni ha? Che cambia rispetto a Veolia? Abbiamo scritto articoli ma il problema pare non pervenuto. Certo, sono nazionalista e, per me, è meglio bere italiano che francese, ma questo non mi rende indifferente al problema.
Mi spiego se il governo nazionale si interroga sull’Ilva di Taranto, sulla compagnia aerea italiana, Ita. In proporzione, con in più il fatto che parliamo di acqua, possibile che nessuno si muova? Vincenzo Zaccheo usava dire che ad alcune sue domande gli rispondeva “un silenzio assordante”.
Tra l’altro si sta gestendo l’acqua che è un bene pubblico, l’acqua che è indispensabile alla vita. Ma non solo: ci vantiamo del turismo e della marina, Acqualatina gestisce i depuratori e rende, o no, utilizzabile per la balneazione il nostro mare. Ci interessa?
Capisco poco di politica, ma all’Università il mio professore Domenico Fisichella (a destra lo dovrebbero conoscere bene, fondò Alleanza Nazionale) ci spiegò che dalla gestione dell’acqua si spiegava il modello politico dei popoli: Serse, Ciro erano figli della Mesopotamia controllavano grandi fiumi, il Tigri e l’Eufrate. Loro potevano decidere, governando quei due gradi fiumi, a chi dare l’acqua e a chi no. Facendolo, erano il potere e governavano da tiranni con l’arbitrio di dare l’acqua o meno
In Grecia non ci sono grandi fiumi ma tante piccole sorgenti nessuno le può controllare e si inventarono la democrazia.
L’acqua è un affare politico, è l’affare politico. Ma da noi non frega nulla.
Così vanno le cose del mondo a questo mondo, per governare il mondo bisogna leggerlo e sapere di lettura.
L’acqua? Ci arriva per miracolo e la invochiamo in Chiesa, come la madonna di Loreto.


