Vincenzo D’Amico è andato via, uno della Latina dei talenti
1 Luglio 2023Sono della Juventus e questa mia alterità mi faceva, e fa, considerare il resto con nobile distacco. Ma sono nato e cresciuto in questa provincia dove il talento è bello perchè raro, dove parevano esserci le tribune del mondo e non il campo con cui giocare nel mondo.
Poi c’era uno, uno di noi, che era riuscito, che aveva talento tanto da entrare i scena, in scena in serie A, uno che non era rimasto in tribuna, ma giocava.
Vincenzo D’Amico era quel talento in una Lazio talentuosa, sempre un poco anarchica ma talentuosa, quella di Maestrelli e dello scudetto.
Di talenti nei dintorni c’era Bruno Conti, ma era già nella costa romana, e Spillo Altobelli che se lo senti parlare capisci che viene da qua, da qua vicino: da Sonnino.
Qualche volta lo incrociavo per strada Vincenzo D’Amico, era un poco ingrassato ma la faccia restava da bambino. Era nato al Cos Latina, che è l’oratorio dove passava tutta la città.
Poi la malattia, la sua guerra personale, oggi l’annuncio della morte.
Per dirvi cosa significava era la prova che in questa città chi aveva il talento poteva avere carte da giocare, carte per partire da un oratorio e arrivare all’Olimpico e vincere pure lo scudetto.
Non sono della Lazio, i miei amici di questa fede avrebbero dolore a retoriche d’amore che non posso avere, ma questo lo posso dire, oggi, che Latina è quasi diventata un teatro comico, Vincenzo D’Amico era il volto serio, leale, di una Latina che forse è scomparsa prima di lui.
Ciao, Vincenzo D’Amico.



Sono Laziale dal 1949, quando i fratelli Sentimenti III, IV e V vennero alla Lazio, e da sempre questa fede. Vincenzo lo conoscevo in quanto nipote di un carissimo amico, già calciatore del Latina in Serie C, un difensore di ferro. L’ultima volta che vidi Vincenzo fu a Priverno, dove ultimamente risiedeva lo zio, e come me Vincenzo era venuto a trovare lo zio…ambedue con lo stesso male.
Ciao Vincenzo