Il presidente Tiero e le fughe del lampione

Il presidente Tiero e le fughe del lampione

7 Luglio 2023 1 Di Lidano Grassucci

Mi dicono: Lidano sei troppo critico con l’amministrazione. Dagli tempo. Risponderei  chi ha tempo non perda tempo ma questa storia la voglio raccontare, perchè anche questa è reale.

In giro, intendo nel centro storico è difficile incontrare amministratori, hanno (quasi tutti) mutuato l’abitudine di certi eserciti di restare acquartierati. Difetto che da Giovanni Di Giorgi in poi non è mancato a chi governa Latina. Io vengo da vecchie scuola in cui la politica coincide con la piazza e chi no sta in piazza a metterci la faccia una gran figura non fa.

Uno che gira, rigira, e gira ancora è il presidente del Consiglio Comunale Remo Tiero. Gira, saluta, parla con tutti, sa fare il simpatico. E vede i lavori, intesi come lavori pubblici, insomma è presidente e pure, un poco uffici tecnico. Si ferma davanti da H&M e verifica i lavori di ripristino del marciapiede dove sono stati montati i nuovi lampioni.

“Guardi – fa all’operaio – la malta per la fuga è troppo chiara, non sta bene con il resto del marciapiede”.

L’operaio lo guarda, poi verifica il lavoro che sta facendo e… fa più scura la malta. Anzi la fa uguale. Non amo la sciatteria pubblica, sono già sciatto nel mio privato, amo ancor meno l’indifferenza e questa conversazione mi è piaciuta, perchè il presidente e l’operaio sono sono trovati a discutere di colore, nessuno ha fatto l’arrogante, nessuno ha arrogato, insieme hanno servito il marciapiede dove ci passeranno in tanti, anche loro tra gli altri.

Poi dici che non diventi “presidenzialista”, non me ne vogliano i “sindacalisti”. Prima delle fughe il presidenzialismo aveva liberato dagli armadietti di servizio Piazza del Popolo. E tolto i pali della fermata del Bus di Piazza del  Popolo dove, a memoria umana, non si era mai fermato un autobus. Robetta, certo, ma la bellezza è robetta.

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