I discendenti che non discendono in Piazza del Popolo: servirebbe uno stagnaro loro faranno una legge

I discendenti che non discendono in Piazza del Popolo: servirebbe uno stagnaro loro faranno una legge

10 Luglio 2023 1 Di Lidano Grassucci

La piazza principale di una città è come il giardino di una casa. La piazza principale di una città è come la carta di identità della città. Rendo, quando il giusto è giusto, merito al presidente Remo Tiero, di essersi occupato di togliere la fermata dei bus dove non si sono mai fermati i bus, e far sparire i mobiletti delle società di servizio nel bel mezzo della piazza. Lui ci ha messo faccia e lavoro, si è interessato, e mi tolgo il cappello.

Ma ora, girando trovo altre chicche, badate non è contro questa amministrazione ma è a favore del decoro di tutti.

Dall’albergo Italia, tutti qui si vantano della fondazione e dei suoi edifici tanto che ci faranno una legge (presentazione domani al Cambellotti) in vista dei 100 anni. Ma in attesa di legge, 100 anni, e eventi relativi non sarebbe bene sistemare i discendenti del palazzo? Una parte “discendono” e si fermano nel nulla, dall’altra nascono dal nulla per non far discendere niente. Un capolavoro di ignavia idraulica. Ma nessuno lo vede, certo prima lì c’era una edicola, ma ora non c’è più come non c’è mai stato uno capace di guardare con il naso all’insù.

Faranno direttori generali, a 140 mila euro l’anno, ma qui servono caporali di giornata, serve il minuto mantenimento. I generali hanno “disegno” ma non sanno su che foglio disegnare. Dicono che saremo, e lo spero, capitale della cultura ma intanto diventiamo gestori degli scoli.

E la fontana con la palla è secca, al sole secca, vasca vuota, tra piante nane. Manco un’ombra e attraversare la piazza è come capire cosa si prova nel deserto del Gobi.

Che bello sarebbe essere normali