Saremo, forse, capitale della cultura ma manco Flixbus si ferma da noi. Meglio Aprilia
24 Luglio 2023A Latina siamo Latinacentrici, pensiamo di essere il centro del mondo ma ne siamo una manco bella periferia. La prova? Mentre noi ci balocchiamo a fare progetti come capitale italiana della cultura e già a Cisterna non ci conoscono. Il mondo va avanti senza noi. E la cartina al tornasole è un servizio privato: gente che non ha pregiudizi ideologici, culturale, ma semplicemente fa di conto e va dove si fanno affari.
Il servizio è quello di Flixbus che serve con bus appunto, 240 località italiane. Si tratta di posti che attraggono traffico che generano traffico.
Le località servite che inizialo per elle

Ebbene quella azienda è interessata e serve Aprilia, ma Latina no. Non è interessante, non genera traffico non “interessa”.
La cosa dovrebbe interessarci, dovremmo interessarci invece ci ostiniamo a dire:
“Abbiamo 13 chilometri di costa” (omettendo che l’Italia è una penisola con le due isole più grandi del Mediterraneo e di certo la costa non è cosa rara) ;
questa è la città del razionalismo unica, poi vedi i tribunali uguali al nostro ovunque, i nostri palazzi ma più in grande e meglio tenuto all’Eur;
poderi tal quali anche in Africa, e persino Asmara ci somiglia un poco, anzi tanto e non siamo una rarità.
Dice, ma abbiamo la filiera di governo, quindi vinciamo per raccomandazione. Dalle mie parti si fanno raccomandare i somari perchè quelli bravi vincono da soli non hanno bisogno di aiuti (ma quando i nostri amministratori parlano, si ascoltano?)
Informo che concorre anche Treviso, a capitale della cultura e loro a filiera di governo stanno tale e quale noi. Ma hanno un teatro stabile, intitolato a Del Monaco, del XVII secolo, due musei civici il Luigi Bailo di arte del 900 e il Museo Santa Caterina.
Treviso negli ultimi anni ha investito risorse ed energie per migliorare l’offerta culturale e il suo posizionamento strategico», spiega il sindaco di Treviso Mario Conte. «Abbiamo puntato su un miglioramento qualitativo della programmazione, attraverso attività come mostre e rassegne culturali, il restauro e l’ampliamento dei Musei, il salvataggio e la valorizzazione di Fondazioni culturali, il sostegno ai Festival, l’acquisizione del Teatro Comunale, anche grazie alla partecipazione di una vasta compagine di enti pubblici e privati, associazioni, consorzi e istituti culturali
PrimaTreviso
Tal quale Latina. Come diceva un mio amico di Cori: ma statece n’casa



Caro Lidano, cogli sempre nel segno…Latina è la Capitale del nulla…nemmeno a scaricare le bombole del gas si fermano…
Latina capitale del degrado
Faremo l’aereoporto.faremo un porto,faremo un litorale mejo de tutti…non faremo na cippa
Caro Lidano, lo so, l’idea di Latina Capitale della Cultura per il 2026 fa ridere. All’inizio ha fatto ridere anche me, ma è durato poco, perché appena ho smesso gli abiti (mentali) del vitellone di provincia mi è venuto in mente che in fondo Latina è una città importante, o almeno molto significativa, certamente unica nel panorama nazionale e non solo nazionale. E’ l’ultima città. Dopo avremo solo agglomerati edilizi indefiniti, in gran parte spontanei e, quel che è più grave, per una certa parte anche pianificati e progettati. Dopo avremo solo periferie degradate. Latina è il punto di arresto della capacità, o almeno della volontà, di costruire città. Una storia millenaria, gloriosamente prima, faticosamente poi, è arrivata fin qui e non è andata oltre. Latina è una città nata dal nulla e aperta a tutti, dove persino Sezzesi e Veneti hanno imparato a convivere senza traumi. Qui sono venuti tutti, i giuliano-dalmati, i profughi in fuga dai regimi comunisti, gli Italiani che venivano via dalla Libia e dalla Tunisia, oggi persino gli indiani, etc. Latina è il Novecento. Con tutti i suoi miti, il suo sviluppo, le sue crisi, i suoi errori. Nasce nel Novecento e ne è quasi il simbolo. Del Novecento ha avuto i peccati e le debolezze, le speranze e le illusioni. Il Fascismo, la Guerra, lo sviluppo straordinario del dopoguerra, la trasformazione del territorio (della crosta terrestre, direbbero i futuristi), il mito dell’industrializzazione, il nucleare persino, e la sua crisi….. Oggi il Novecento è finito e cominciamo vederlo, cominciamo a vedere la sua cultura , quella in cui noi siamo nati e ci siamo formati, cominciamo a capire cosa è successo, vediamo quello che, in molti casi per fortuna, e purtroppo in altri, non c’è più. Quale luogo è più adatto di Latina per riflettere sul Novecento, su questo pezzo della Storia italiana? Perché non dedicare un anno a chiamare qui tutti a ragionare sul Novecento? Perché non dovrebbe essere possibile- oggi che si fanno Festival per qualunque cosa: Filosofia,Letteratura, Fisica, Economia etc – avere a Latina, città del Novecento, un festival del Novecento, della cultura, della scienza, della politica, del costume, della storia, del Novecento che duri un anno? ( Cinque o sei convegni di gran livello in cui invitare eccellenze dei vari campi e un paio di mostre significative dovrebbero essere – sforzandosi un po’-persino alla nostra portata). Mi sembrerebbe il modo migliore (e così sì, in degna competizione con qualunque città italiana) di celebrare l’anno di Capitale della Cultura.