Il discorso di Matilde del 25 luglio… tranquilli del 2023

Il discorso di Matilde del 25 luglio… tranquilli del 2023

25 Luglio 2023 3 Di Lidano Grassucci

E’ il 25 luglio, caldo da morire, mentre vado in Consiglio mi viene in testa che un 25 luglio di qualche decennio fa in un altro consiglio le cose non andarono bene per il capo di allora. Ma qui la storia la onorano disconoscendola e il sindaco Celentano non sarà certo sfiduciato. La battura la capisce Cesare Bruni, capogruppo di una delle galassie nelle galassie che costituiscono la conglomerata del sindaco.

Sono le 10 il consiglio alle 10 è convocato, ma slitta e comincia alle 11 meno 8. Una piccola scortesia agli astanti, ma non guardiamo al pelo. La parola al sindaco, che se la piglia. Foglietto alla mano, un’ora e dieci di discorso. Non ho mai amato la letteratura russa per la sua lunghezza. Poi gli scrittori russo sono lisci, mai una botta di vota. Un’ora e dieci senza un tono sopra e un tono sotto, monotono.

Si va dal furto alla casa del mio amico Fausto Furlanetto, alle direttive dell’Onu. Si faranno strade a gogò visto che “ne ho parlato con Rocca”. Mentre ne parla leggo che a Pomezia le ferrovie realizzeranno un hub internazionale per le merci. Leggo cose di un pianeta diverso da quello che ascolto. Mi spiega che il mercato annonario è stato il primo a chilometro zero “al mondo”, dimenticando che Paolo Bonomi fondatore della Coldiretti fece una legge per consentire agli agricoltori di vendere direttamente i loro prodotti, ma non a quelli di Latina ma a tutti i contadini italiani.

Fa caldo.

Il mio padre politico Titta avrebbe detto “ma n’è beno, facemo na cica di tutto”. E’ passato il tempo e restiamo a “acqua a Ceriara e luce a Macallè”. 

Metteremo in sicurezza la 156… peccato che finisce a Sezze scalo (il tratto di Latina non è stato mai fatto), faremo la Cisterna-Valmontone (Ma co Mantini ci avete parlato?) , faremo la Roma-Latina già mio nonno col mulo dubitava dell’evento.

Non poteva mancare la città giardino, che sta alla politica della città come il parmigiano alla pasta col sugo, ci sta bene. Peccato che non c’è un cenno al Parco Nazionale del Circeo che del giardino avrebbe una grande porzione, per tacere della Fondazione Caetani che qui ha qualche proprietà e a due passi da noi gestisce il più famoso giardino del mondo con 100 mila visitatori l’anno. Particolari.

I consiglieri “seguono al telefonino”. Vi daremo più sicurezza, perché qualcuno propone più insicurezza?

Poi bisognebbe dire a quelli del comune (sono nipote di coloni) che nei borghi vive gente tal quale a voi, non hanno tre narici, un occhio solo, e da borgo Grappa a Latina bastano 5 minuti di auto e i borghi sono quartieri residenziali tal quali quello dentro la città e nei borghi hanno anche la corrente, la televisione e pure internet.

La marina? Ripasciamo dove la sabbia non c’è e draghiamo dove ce n’è troppa e in media stiamo fighi.

Da bimbo scrivevo la letterina di Natale a papà che lavorava a Milano ed esprimevo tante buone intenzioni, la mettevo sotto il piatto di tortellini i brodo e papà faceva finta di crederci.

Un’ora è 10 senza una pausa, il sindaco è arrivata alla fine spossata, disidratata.

Quello che ho capito? Latina sarà più grande e più bella che pria, per dirla alla Ettore Petrolini

Naturalmente le feste erano tutte segnalate: capitale italiana della cultura, feste e soldi a gogò per i 100 anni con legge da farsi ma si farà per la filiera di governo, che non so che sia (perchè se governava la sinistra si rimandava il compleanno a data da destinarsi?).

Bene sto discorso bisognava farlo, lo abbiamo fatto ora si volta pagina. Nessun cenno a cose tipo le opportunità dalla dismissione della centrale nucleare, dalla presenza di uno dei più grandi cavidotti elettrici europei gestito da Terna, alle Ferrovie che saranno i più grossi “gestori” di investimenti nei prossimi anni, alla presenza di una scuola di volo unica in Italia è non solo che licenzia il primo brevetto di volo a tutti i piloti italiani e non solo, al campus internazionale di musica che ha, tra gli altri, il fondo Petrassi, alla più antica strada del mondo che sta per diventare patrimonio mondiale dell’Unesco, l’Appia.

Dai su, ritentate sarete più fortunati. Mi sono annoiato.

Consiglio di vedersi il Discorso del Re, un film del 2010 di Tom Hooper, in cui Giorgio VI re di Gran Bretagna nonostante timidezza e limiti di esposizione, studia e riesce a fare un grande discorso. Avendo buoni maestri che a lori volta sapevano parlare, sapevano stare a tavolo e avevano una grande idea di Patria.