Matilde e l’orologio di Valeria Campagna: il cronoprogramma senza tempo

Matilde e l’orologio di Valeria Campagna: il cronoprogramma senza tempo

26 Luglio 2023 0 Di Lidano Grassucci

E il cronoprogramma dove lo metto,
dove lo metto non si sa.
Mi dispiace ma non c’è posto,
non c’è posto, per carità

Domenico Modugno

 

Ma il cronoprogramma dove lo metto? La consigliera del Pd, Valentina Campagna, ha modificato spostato le lancette della storia. Ha usato le parole della attuale maggioranza quando era all’opposizione e ha commentano le linee guida del programma della Celentano. Come dire gli ha fatto dire le parole che ora non sanno dire più dire. Cita l’assessore Di Cocco, il suo collega Carnevale, poi Iavarone, poi la stessa Celentano.

Urlavano tutti contro la genericità delle linee di Coletta, ma oggi di cronoprogramma, non si parla più. Lo slogan:   faremo sempre, quando lo faremo mai.

Abile la compagna Campagna e giocare su una generica opposizione che ora diventa una generica maggioranza. Fa bene lei a mettere in campo una serie di promemoria davanti ad una amnesia che ha dell’incredibile.

Conta anche le pagine: avete presentato – dice – un compitino da 15 paginette, davanti alle linee guida di Coletta che erano sviluppate di 50 pagine.

Inoltre dopo la relazione del sindaco c’erano gli interventi degli assessori, pressi consolidata da tutti i sindaco da Redi in poi, Zaccheo e Coletta compreso. Invece nulla, dovevano tacere. sia mai emerge un dissenso. Tutto è gestito con regia tanto maniacale quando insipiente. Dentro c’è non fiducia negli assessori e nei consiglieri ma terrore. Un clima che vede i consiglieri di minoranza sciolti e incisivi, quelli di maggioranza ingessati sindaco compreso.

Comunque, per dirla a prova di stupido, il consiglio del 25 luglio è andato male, nella speranza che non su replichi l’8 settembre, ma se ritentano potrebbero andare meglio.

Cosa non funziona? La filiera di governo, la catena di comando e, piano piano, il sindaco scoprirà di essere attore in questo gioco e non comparsa, reciderà lacci e laccioli di una politica banale.