Cosa manca al governo di Matilde… Intorno al cuore di Bellachioma

Cosa manca al governo di Matilde… Intorno al cuore di Bellachioma

27 Luglio 2023 2 Di Lidano Grassucci

Quando Pietro Nenni fu Ministro nell’immediato dopoguerra, stilò una circolare per abolire l’abusato epiteto di ‘eccellenza’, retaggio di una mentalità scarsamente democratica, di cui si faceva un largo e spropositato utilizzo. Preparata la bozza, la diede ad un dattilografo del suo gabinetto, che ne batté alcune copie  e poi le mise in una cartella sulla quale scrisse, con diligente grafia: “Alla firma di Sua Eccellenza il ministro”

 

L’ho capito che manca alla esperienza appena iniziata del governo di Matilde Celentano a Latina. Non è questione di direttori generali, capi di gabinetto, assessori, registi celati in stanze in ombra… Ci penso da mesi, come se ci fosse un tarlo, un buco, un limite, un non detto che non comprendevo.

Come se fossi davanti ad un’auto fichissima con motore lucente che non inquina anzi profuma, ma l’auto non si muove, non fa un metro che sia uno. Ma qual è il problema?

Ci penso, ci ripenso, mi arrovello. In Comune hanno potere, hanno “filiera” (anche se non so bene cosa significhi, ma sono stupido io), hanno menti non fini ma pragmatiche, sono precisi fino alla maniacalità, vivono in rifugi in alto come le aquile nella coscienza di governar galline, studiano leggi e leggine, sono parsimoniosi, sono malfidati che Kim Il-sung, il dittatore della Corea del Nord rispetto a loro era uno che dava fiducia. Insomma perfetti per governare, ma mi arrovello, manca qualche cosa. Ma che manca… lo comincio a capire da come dicono che Latina è bella, lo dicono come lo si dice non a una dama, ma ad una pettiniera di arte povera vista da un rigattiere, con distacco

E mi illumino, eureka ho capito che manca.

Parlo con Vincenzo Zaccheo e lui alza il tono, si arrabbia, si duole, ci tiene. Incontro Damiano Coletta che argomenta, difense, osa, ci tiene. Sono diversissimi, antipodi, ma certo non indifferenti.

L’ho capito:  leggo che ci sarebbero “patrioti”, mi guardo intorno e penso a Giuseppe Mazzini, a Goffredo Mameli, alle visite al Gianicolo con zia Maria che mi raccontava busto per busto la storia Patria, per farmi italiano comprendendo l’amore per avere come eroe Pisacane che non fa di conto, muore ma resta bellissimo ad una spigolatrice.

Tante storie diverse ma tutte con un elemento comune: il cuore. Mameli per combattere per la libertà di Roma non si è chiesto la ragione, ma ha seguito il cuore ed era di Genova, qui già a Sezze scalo stiamo all’estero.

Vedo i busti, leggo le parole usate a vanvera, svuotate d’amore. Perchè quello che manca è il cuore è la passione, è l’amore. Uomini razionali che programmano la vita come gli ingranaggi di un orologio e non con la incertezza di essere nati da viventi, in precario, e in eterna lotta per non essere soli. Qui uomini soli vorrebbero isolare il mondo.

E chiara mi è venuto “il mancamento” ricordando una scena de L’anno del Signore, un film bellissimo sulla Roma papalina del 1969, aveva un dialogo che è un manifesto politico. La politica non è amministrazione, sarebbe ben poca cosa, non è carriera, sarebbe meschina, non è gerarchia “neanche l’asino vuole il padrone”, la politica è passione, è amore, è studio, è cultura. Ma prima di tutto cuore… un fiore in petto c’è fiorito, una fede c’è nata in cor

Luigi Magni, Nell’anno del Signore

Cornacchia: “E grazie, sennò ar monno avrebbe già vinto er diavolo! Per cui noi dovemo esse più furbi der diavolo e de li preti messi assieme.”
Bellachioma: “Aaah allora lassamo perde, amo già perso! A Corna’, noi siamo gente semplice, de core…”
Cornacchia: “… C’hai detto??”
Bellachioma: “…Che ho detto?”
Cornacchia: “Noi che semo…?”
Bellachioma: “E che ne so?”
Cornacchia: “No, tu hai detto “semo gente semplice”, e poi?”
Bellachioma: “… De core…”
Cornacchia: “De core! Er core! Maledetto er core, e chi ce l’ha! A Bellachio’, io ho capito tutto! Ecco ‘a rovina nostra, er cataclisma de li popoli… Er core. E qui bisogna cambià tutto! Tu sei un pensatore, c’hai li pensieri pure quanno non scrivi!”

Ecco Cornacchia e Bellachioma (Nino Manfredi e Pippo Franco) sono la spiegazione di ciò che manca. Manca l’amore.

E come si vede l’amore? Tra Tiziano Ferro e la ragion di stato avrei scelto il primo senza chiedermi se condividevo o no, ma se era nell’amore della nostra città (anche la sua) e non poteva non esserci.