I debiti fuori bilancio, l’alibi del maggiordomo per non servire la cena

I debiti fuori bilancio, l’alibi del maggiordomo per non servire la cena

31 Luglio 2023 0 Di Lidano Grassucci

Ma questo debito fuori bilancio di chi è?

Scrivo del comune di Latina, e del suo consiglio, dal 1987… mi sarei guadagnato abbondantemente la pensione e risparmierei a voi questi pistolotti. Ma sono fatto così non riesco a tacere. Ogni volta che cambia una giunta la nuova maggioranza trasferisce i debiti (tutti e quelli fuori bilancio in particolare) all’amministrazione precedente, non sapendo che quando arriverà la successiva quella in carica sarà la precedente. Quindi Redi dava la colpa a Corona, Mansutti a Redi, Romagnoli a Mansutti… una filiera (ora vanno di moda) di colpa debitoria. Naturalmente Bassoli, primo sindaco repubblicano investi i fascisti, i fascisti nel ’32 se la presero con i preti, i Caetani, il latifondo e i sezzesi che a loro volta incolparono Torlonia .

I debiti del Comune di Latina non sono di maggioranza o di minoranza sono dei contribuenti.

Quando si vuole mettere tutto in caciara si richiama il debito: ma esiste al mondo una amministrazione senza debiti? Sarebbe come un ospedale senza malati, anche perchè i bisogni sono sempre infiniti e le risorse perennemente scarse.

Sentire ora dotte disquisizioni su chi è la madre dei debiti mi ricorda Vittorio Gassman racconta la storia della sua famiglia al povero Montesano (nel film il Conte Tacchia), dicendo che il nonno, del nonno, del nonno, del nonno……..era il prius della famiglia, risalendo all’epoca romana. Poi sul letto di morte racconta, sempre a Montesano, che il nonno, del nonno, del nonno… era stato uno stronzo come gli altri.

Insomma il primo debito è il bisogno che aveva la città di vivere semplicemente e nel vivere incontri mille cose da fare, in particolar modo in una città in cui c’era tutto da fare. Cesare Bruni, capogruppo di Fratelli d’Italia, la imbrocca: mica dico che i debiti sono colpa dei democristiani che dovevano fare gli espropri.

Chiesero a Giulio Andreotti in tarda età se aveva da pentirsi di qualcosa lui senza pensarci rispose: “non lo so, ma prima qui i bambini morivano in tanti, ora non più”.

Una comunità dovrebbe non parlare di debiti ma onorarli, battendosi in ogni sede per evitare chi sul debito ci ha lucrato e contro sentenze talvolta fantasiose ai danni del contribuente.

Ma vediamo questo dramma del debito: il comune di Latina ha un bilancio di 395 milioni di euro, il debito “richiesto” bisognerà attendere le sentenze e (forse) qualcuno sarà a favore del comune è di 114 milioni di euro. E’ come se una famiglia che ha un reddito di 100 mila euro ne avesse 28.000 di debito ma forse. Ma a fronte dei debiti c’è anche il patrimonio che per il comune di Latina è pari a 520 milioni. Quindi tutti quelli di prima, in fondo, non sono meglio o peggio dei pro tempore attuali, ma eguali e l’impresa eccezionale è proprio “essere normali”.

Il debito è usato, da chi governa (chiunque), per crearsi alibi rispetto ad eventuali fallimenti, fermo restando che oggi in consiglio non si doveva parlare di debiti ma della variazione sul bilancio redatto dal commissario prefettizio.

Insomma la giunta è nuova ma l’assassino è sempre il maggiordomo anche inventando un cadavere.