Latina… disastro “sociale”: per gli immigrati tornano a Coletta; per la card di 300 euro fanno “la fila dei poveri”

Latina… disastro “sociale”: per gli immigrati tornano a Coletta; per la card di 300 euro fanno “la fila dei poveri”

17 Agosto 2023 0 Di Lidano Grassucci

Mi direte, e me lo dico anche io, “ma tu inveisci contro la giunta di Latina, sei cattivo”. Ahimè sono nato di cuore e credo a cose desuete come l’amicizia, il rispetto e non odio ma rammento. Prendo due articoli di oggi, non miei, ma di colleghi. Il primo è di Graziella di Mambro che su Latina oggi spiega che la giunta Celentano ha rinnovato l’accordo del 2018 sulla gestione degli immigrati. Faccio di conto e… nel 2018 c’era Damiano Coletta, ergo Coletta aveva fatto bene tanto che si continua a fare come faceva lui (non mi meraviglio stanno facendo la stessa cosa per l’isola pedonale pur votando formalmente contro il piano Coletta, un paradosso magnifico). Avevano fatto bene i comuni di sinistra che quel sistema avevano adottato erano chiacchere a vanvera quelle di chi si opponeva. Ma per dirla alla Marco Pannella: “se la contraddizione c’è è loro).

Poi passo a un giornale che a me personalmente “dispiace” e non  poco da garantista quale sono Il fatto quotidiano con un articolo a firma di Lorenzo Giarelli. Parla della scelta del Comune di Latina di far andare ad uno sportello gli aventi diritto ai poco più di 300 euro messi in campo dal governo per chi ne ha bisogno. Ebbene a Latina la platea di questi cittadini è vicino alle 2000 unità, molti di loro (lo dice l’articolista non io che sono prevenuto) si sono messi in fila davanti allo sportello creando caos, disservizio e facendo come una gigantesca vetrina del bisogno. Un disastro. Internazionale, sta in cronaca nazionale. La città che vuole farsi capitale della cultura mette in vetrina la povertà. Gli altri comuni hanno scelto di inviare per posta l’eventuale diritto al sussidio, senza file.

Conoscevo, ma si cambia, la sensibilità dell’assessore Michele Nasso che sicuramente ci spiegherà sia il “punto A” (gli immigrati) sia il “punto B” (la gestione della card). Spiegazione che non trovo e mi dispiaccio molto.

Faccio il mio mestiere, semino il dubbio che ho ma se davanti hai chi ha certezze, ha disegni, ha dalla sua l’allineamento dei pianeti e trova disassato anche il brecciolino…

Io ho un sacro rispetto di chi ha bisogno perché vengo dal bisogno e lo rispetto non umiliandolo mai. Ma questa è cultura complessa difficile da riportare a prova di stupido in aridi cuori.

C’è una criticità della politica sociale in città evidente.