Latina capitale della cultura e… “zitto tu che sei di Sezze”

Latina capitale della cultura e… “zitto tu che sei di Sezze”

19 Agosto 2023 4 Di Lidano Grassucci

Ogni volta che intervengo su Latina e sulla sua cultura mi rimandano con “ma pensa alla tua Sezze”. Lo dicono latinensi anche loro, come me, non nati a Latina.

Ricordo che il sindaco, Matilde Celentano è nata a Carbonia, la stessa Annalisa Muzio ha origine molisane, nel paese dei profumieri, Sant’Elena Sannita. Una origine che ha segnato la sua famiglia da sempre e ancora ci sono a Latina, Roma e non solo i negozi di profumi “Muzio”, ed io non mi sognerei mai di dirle: ma pensi a Sant’Elena.

Il mio amico Maurizio Galardo che è il consigliere più anziano del Consiglio per presenze è nato a Latina ma la mamma è una Nascani setina forte (e dai setini ha preso il senso di misericordia che nel piano neanche si sfiora), il papà Almerindo era di Castelforte come il presidente del Consiglio comunale Remo Tiero, e lo stesso ex sindaco Damiano Coletta. Michele Nasso è di Polistena in Calabria. E… farei la domanda a Giacomino Mignano, la mente vera dell’amministrazione, cosa sceglie come capitale della cultura italiana tra Gaeta e Latina essendo la sua famiglia di Gaeta e con vanto? Cesare Bruni, il direttore d’orchestra del consiglio è di Roccagorga e non  certo pentito. Mi fermo qui non omettendo che Vincenzo Tasciotti e Guido Bernardi, sindaci di Latina, erano di Sezze come lo è Giovanni Di Giorgi nato a Latina da genitori setini.

L’accusa per uno che si chiama Lidano, Grassucci per giunta, di essere di Sezze è come dire che l’acqua è bagnata. In più io ne sono orgoglioso ricordando a voi che quando qui non c’era nessuno noi Grassucci ci campavamo da secoli e anche non male non chiedendovi mai di venirci a salvare anzi sperando di essere lasciati liberi come eravamo (e restiamo per caparbietà). Avremmo fatto a meno della malefica, ma la storia non ha la retromarcia ma da questo ad essere considerati reiette ce ne corre.

E questa discussione è la prova che Latina non è una capitale ma uno strapaese, un borghetto chiuso in inesistenti superiorità.

Nel mio paese, Sezze, l’edificio più alto non è un castello che ci fa servi di padrone, non è il palazzo civico, ma la cupola dei gesuiti. Da noi si studia non si mostrano i SUV, da noi la medaglia è il sapere speculativo non l’omologazione delle mode.

Sono setino de sa gente La Jattuccia, e voi? Mia madre e mio padre si sono sposati nella chiesa da San Michele, parlavano in italiano tra loro perché mamma era di Piazzola sul Brenta e manco questo nego. Io nei poderi ci ho vissuto, voi?

Mia zia Maria, sorella di mamma, quando torno a Piazzola il sindaco l’ha ricevuta: lei parlava il veneto del 1930 loro non più. Zia Maria era la loro memoria, un libro vivente del loro passato. Ma voi non lo sapete e neanche una parola vi è uscita per vantare la diversità linguistica di questa terra, l’armonia di genti diverse. Andavo a comperare il giornale in piazza san Marco io con accento setino, mi rispondevano con la cadenza friulana e le signore Soldi parlavano tra loro nella lingua che aveva difeso e scritto Pieopaolo Pasolini.

Io sono stato allevato da nonno Lidano, setino senza se e senza ma, ma mamma e papà litigavano in italiano con papà che commentava “è cispadana” , mamma incazzata replicava “è marocchino”. Litigi incredibili, tanto incredibili, volavano i piatti. Pensavo… Questi si odiano. Mia madre era bellissima, ma sfiancava anche una santa. Morì di incidente stradale, al funerale venne anche Vincenzo Zaccheo allora sindaco di Latina che la conosceva erano vicini di podere. Mio padre l’ ho visto piangere per lei, mai visto prima piangere, e non credevo, poi si è lasciato morire, poco più di un anno dopo.

Ecco che sarebbe Latina, un posto dove diversi trovano il medesimo amore, se foste innamorati di Latina e non mostrarvi di una superiorità che non avete, perché pensate alle carriere e non all’amore.

Spero che possiate ascoltare le critiche per costruire e non dimostrare fedeltà al gruppo che non esiste. Latina ha mille luoghi di nascita e solo una scelta di vita, ma non lo sapete.

Bartolomeo Vanzetti davanti ai giudici americani che l’avrebbero condannato, insieme a Nicola Sacco, a morte per un omicidio mai commesso disse: mi accusate di essere anarchico? Ed io sono anarchico. Mi accusate di essere italiano? Ed io sono italiano” . Sono orgogliosamente setino e me vanto e per questo parlo di Latina e di qualsiasi città del mondo perché ho una storia che non mi fa primo a nessuno ma mai secondo.

Foto: Bartolomeo Vanzetti interpretato da Gian Maria Volontè