Coletta: “Una sindaco che non si percepisce”
31 Agosto 2023Fino a ieri l’afa non ci dava respiro, ora l’aria è fresca e il cielo minaccia pioggia. Le cose mutano, con velocità, chi l’estate non fa provviste d’inverno starà male, chi d’inverno non riposa l’acqua d’estate avrà sete.
Damiano Coletta aveva stracciato due elezioni fa 7 a tre il candidato di destra Nicola Calandrini, ora la destra gli rinfaccia la sua sconfitta 7 a 3 con il sindaco in carica Matilde Celentano, ma il consenso è mobile, qual piuma al vento.
Sono passati 100 giorni, o poco più, dal voto, lui ha assorbito ora ricomincia. é primo pomeriggio torna dal turno in ospedale a cardiologia. Va a valanga, quasi non serve la domanda, è pieno di risposte. Ha dei foglietti in mano, ma non li consulta, non vuole dimenticare nulla ma ricorda tutto
“Ho nominato in pochi giorni il mio staff al momento della mia elezioni, per lavorare subito ora passato 100 giorni ancora non hanno nominato capo di gabinetto e direttore generale, hanno fatto contratti a titolo gratuito che il codice degli appalti vieta e alle nostre osservazioni manco rispondono, pensano che finisce tutto nel dimenticatoio ma sbagliano, noi non dimentichiamo niente e rispondere è atto dovuto. Non stiamo giocando e il rispetto delle opposizioni è rispetto alla città.”.
A cosa si riferisce.
“Ci dicano a che titolo si muove in Comune Agostino Marcheselli, è in corso una selezione ci è stato detto, ma è già stata definita? Capisco che ci sono equilibri elettorali da rispettare, lo abbiamo fatto anche noi, ma dopo 100 giorni la loro indecisione la paga la città. Perché non decidono? Mi hanno accusato di immobilismo, e loro non riescono a definire neanche i loro uffici, poi mi consenta c’è una differenza tra il mio insediamento e il loro”
Beh, entrambi avete pagato lo scotto della novità
“Sì, ma io ho lasciato gare da assegnare, io avevo debiti da pagare e una reputazione del Comune da ricostruire, ora si vantano di cose come la cittadella giudiziaria, ma ci abbiamo lavorato noi, come per la metropolitana”
Non mi dica che siamo come quello che stanca l’oliva con lo stuzzicadenti, poi arriva l’altro e la infilza al primo colpo
“Sì, è così. Abbiamo lavorato giorno e notte per rispettare i tempi, ora per loro è facile: siamo in dirittura d’arrivo per gli interventi in q4 e q5, per il parco Falcone e Borsellino, per la cittadella giudiziaria”.
Sicuramente è cambiata l’idea di città, del resto se andava tutto bene lei era ancora sindaco
“certo che abbiamo fatto degli errori, col senno del poi tanti, ma certamente abbiamo impostato un lavoro che ora stanno cancellando mettendo la marcia indietro guardi come si sono incartati sin dall’inizio sul gay pride”.
Beh era evidente che la destra ha una visione diversa.
“Certo ma il sindaco aveva fatto una scelta che poi si è rimangiata, ha dimostrato incertezza ha evidenziato evanescenza. Guardi che queste cose contano, la social card è un’altra caduta di stile con un’eco significativa nella stampa nazionale, anche su queste cose ci si nasconde, come sull’isola pedonale che vogliono cancellare ma non cancellano. Le lancette della storia non prevedono la corsa in senso antiorario”
Ma si propongono come capitale italiana della cultura
“Sì millantando la filiera di governo poi si candida anche Gaeta amministrata dal centrodestra, neanche tra loro si mettono d’accordo, sul teatro D’Annunzio è riaperto ma loro non hanno neanche una vaga idea di come gestirlo, e mi taccio sulle iniziative per l’estate di basso profilo, estemporanee, non sono riusciti neanche a mettere a disposizione spazi come i giardini del comune degli artisti locali, per tacere su come hanno ridotto Parco San Marco”
Ma sui servizi non è che voi eravate un esempio di efficienza
“Parliamo di rifiuti? Contestano i mastelli quando 8000 comuni italiani hanno scelto questo sistema, quando abbiamo ridotto l’indifferenziata da 47.000 tonnellate a 30 mila. Certo è un percorso, ma non si può negare l’evidenza millantando soluzioni miracolose che non ci sono. C’è a Latina una sindrome da Calimero, quello che è normale ovunque qui è un problema insormontabile. Anche qui parlano di futuro, stanno tornado indietro.”
Comunque una idea di futuro la evidenziano, ricominciano dai piani particolareggiati
“Anche qui, quando sono arrivato i piani erano annullati, c’erano le vicende di Olimpia. Abbiamo lavorato tanto ma non vedo alcuna aggiunta, alcuna novità, anzi la solita retromarcia davanti a problemi creati da loro: il cimitero, la piscina, la metro. La memoria corta consente a tutti di ricominciare”
Il mare di debiti
“Abbiamo conteziosi aperti, non debiti. Ci sono risorse accantonate per sicurezza ma i conti sono in equilibrio. Avevamo anche sistemato il sistema di tutela del verde con gli accordi quadro un lavoro che con i 9 mesi di commissariamento si è perso. Ma non mi pare di vedere questi problemi risolti nonostante affidamenti diretti per 140 mila euro per lo sfalcio dell’erba, io non penso male anzi ma c’è chi diceva “spesso ci si indovina. Governare è difficile, se ne stanno rendendo conto, ma a ruoli invertiti ricordo la loro violenza nei nostri confronti”
Parliamo di politica politicante, che pensa dei 100 giorni di Celentano
Il sindaco non ha evidenziato autonomia decisionale, appare dietro ruoli sostitutivi che stanno esercitando altri, tanti ripensamenti. Da sindaco quando, durante l’anatra zoppa, ho visto ruoli sostitutivi ho detto basta”
Lbc era un movimento di “rivolta” poi diventato governativo, ora….
Abbiamo fatto tanti errori, ma rivendico la capacità di questo movimento di aver cambiato la classe dirigente: oggi su 9 consiglieri di opposizione sette hanno militato in Lbc, ai nostri sommiamo la Ciolfi e la Campagna. Su questo siamo stati capaci. Ora faremo politica, ed io ho intenzione di fare la mia parte. Certo nella vita tutto è possibile, ma è certo che saremo capaci di una opposizione intransigente”


