Capitale cultura 2026/ Lo stupore di fuoco di Agnone, l’animo spento di Latina
10 Dicembre 2023Se bruciasse la città
Da te da te da te io correrei
Anche il fuoco vincerei per rivedere te
Se bruciasse la città
Massimo Ranieri, se bruciasse la citta
Agnone sta in Molise, si avete capito proprio “nella regione che non c’è” per l’umorismo televisivo. Ha meno di 5000 residenti. Solo che sono residenti lì dal tempo dei sanniti e fondono da secoli le campane per il Papa, mica un incarichetto, la prima campana l’hanno fusa qui nell’anno 1000 e da allora per sempre.

Qui la notte dell’immacolata fanno la Ndocciata, una sfilata di migliaia di fiaccole accese, devozione alla madonna e sfida all’inverno che qui si fa sentire. Quest’anno alla Ndocciata c’erano con tanto di fascia tricolore tutti i sindaci del Molise. Seguivano i fuochi delle torce per dire che, per loro, la capitale della cultura 2026 deve essere Agnone, campane che suonano a distesa per dire di una storia antica tra le montagne, terre di orsi, lupi e uomini e donne vere.
Enormi bandoni testimoniano la sfida di Agnone. Il motto della candidatura? “Fuoco dentro, margine al centro”. Dominare il fuoco dono di Prometeo agli uomini affinché potessero farsi padroni di queste terra, portando luce al buio e calore al freddo. Che dire… testimonial di Agnone sono: Chiara Gamberale, Dacia Maraini, Alessandra Mastronardi, Emanuele Trevi. Insomma non robetta da poco.

Noi? Noi siamo rimasti tra noi, Emilio Andreoli, Massimo Rosolini e Massimo Marini. Una scelta autarchica. Avevamo… Tiziano Ferro, ma ci abbiamo litigato, avevano Mattia Perin portiere della Juventus ma non ce ne siamo ricordati, abbiamo Matteo Ciampi campione italiano di nuoto e più volte medagliato ma lo abbiamo scordato e… mi fermo qui, bastava cercare. Ieri ho visto in tv un bellissimo servizio su Calcutta, Ariete è della vicina Anzio. Sarebbe stato forte sfidare tutti nelle contemporaneità e non in tristi tempi per la storia d’Europa e del mondo, sfidarli con le musiche di Goffredo Petrassi i cui archivi sono qui conservati, magari facendo una grande mostra su Manzù che finì la sua vita ad Aprilia e proporci con Aprilia che è sede della fondazione a lui dedicata. Invece si sta vendendo la sua villa apriliana e nessuno se ne occupa, preoccupa.
Sul sito di Christie’s International Real Esatte Rome Exclusive da qualche giorno si può leggere: “è in vendita un esclusivo compendio immobiliare di 20 ettari disposto su di un colle naturale che fu dimora e atelier-studio del celebre scultore e pittore Giacomo Manzù di circa 1300Mq”. Il terreno stimato 4,5 milioni di euro sorge su un colle che in passato ospitava il luogo di studio e di ricerca di Manzù in una superficie totale di circa 1300 mq. (Fonte Isideart)
A Sabaudia il museo dedicato a Emilio Greco ospita 80 sue opere, e l’artista a Sabaudia è sepolto. Siamo terra scelta dalla contemporaneità, ma chi lo sa?
La luce, Prometeo, una processione, le campane, niente di tutto questo ma solo “palazzi scrostati” senza vita dentro, senza vita quando li hanno fatti, senza vita poi. Sarebbe stato bello sfidarli tutti per il nostro cielo azzurro che, quando è bello, ti rimane dentro per sempre, le dune come a Dakar . Fare una festa con gli sbandieratori, il carosello storico di cori, la polenta dei sermonetani per ricordare la battaglia di Lepanto, scene della devozione setina nel periodo della Pasqua, il palio di Priverno con i racconti di Camilla che faceva guerra in tempo in cui le donne avrebbero bisogno della loro “guerra”. I sindaci con la fascia tricolore, davanti a tutti Gerardo Stefanelli sindaco di Minturno ma qui con la fascia azzurra della Provincia per dire con il suo teatro, pure noi ci stiamo dai romani.
Invece, così è andata. Naturalmente io spero che Latina ci sia tra le prime dieci città selezionate per la scelta finale della capitale della cultura (a tempo perso in questa città vivo, lavoro e amo subito un poco dopo di dove sono nato). Spero che conti qualche cosa in questa corsa perché si ama a prescindere dall’essere amati.
Sarebbe stato bello disegnarla diversa dalla sua urbanistica perché è diversa, e umana perché è umana, e bella perché potrebbe esserlo. Basterebbe riempirla di sorrisi e non di nostalgie, basterebbe fotografare i suoi ragazzi.
PS: Di Gaeta non ho bisogno di dire, è puro stupore e compete con Venezia, con Pisa, con Amalfi, con Genova, con Ragusa di Dalmazia . Altro livello.
Ringrazio anche il mio inviato segreto ad Agnone, ha rischiato di bruciarsi invece si è innamorato del fuoco e lo faccio con i versi che ogni goliarda ama, ogni uomo da osteria recita in allegria
S’i’ fosse foco, ardere’ il mondo;
s’i’ fosse vento, lo tempestarei;
s’i’ fosse acqua, i’ l’annegherei;
s’i’ fosse Dio, mandereil’en profondo;
…..
S’i’ fosse Cecco, com’i’ sono e fui,
torrei le donne giovani e leggiadre:
le vecchie e laide lasserei altrui.
Cecco Angiolieri

Il logo ufficiale per la candidatura di Latina Capitale Italiana della Cultura
LE CANDIDATURE
Ecco le candidature per la capitale italiana della cultura 2026: Agnone (Isernia), Alba (Cuneo), Bernalda (Matera), Cleto (Cosenza), Gaeta (Latina), L’Aquila (Abruzzo), Latina, Lucca, Lucera (Foggia), Maratea-Moliterno (Potenza), Marcellinara (Catanzaro), Massa (Toscana), Nuoro (Sardegna), Pantelleria (Trapani), Potenza (Basilicata), Carpi-Rimini (Emilia Romagna), Senigallia (Ancona), Todi (Perugia), Treviso (Veneto), Unione dei Comuni dei Monti Dauni, Unione dei Comuni Terre dell’Olio e del Sagrantino, Unione dei Comuni Valdichiana Senese, Unione Montana dei Comuni della Valtiberina Toscana.
Dopo Bergamo e Brescia, Capitale italiana della cultura 2023, il titolo spetterà nel 2024 a Pesaro, seguita da Agrigento nel 2025.


