Girotondo

Girotondo

27 Dicembre 2023 0 Di Lidano Grassucci

Bene o male? Non lo so, non lo voglio sapere. Qualcuno dice che è un inverno caldo, qualcuno ricorda inverni anche più caldi e tutti dicono mille cose. Io non ho memorie tali da fare raffronti, so che questo è l’inverno che ora mi è capitato, so che non ho un termostato per decidere come dovrebbe essere la temperatura giusta e si muore di caldo, ma anche di freddo, quindi la costante non è la temperatura ma la dipartita.

Dico questo perché ci ostiniamo a chiedere regole quando le regole non ci sono, ci ostiniamo a ritenere di sapere quel che non sappiamo e, forse, non ci è dato sapere.

Mi vengono strampalati collegamenti, poi penso che è strampalata la corsa del sangue dentro il mio corpo, è incredibile come le cose siano andate a loro posto ed erano mille. Un caso maledetto e fortunato sono io nel creato, e per ogni altro io è uguale.

Una funambola avanza passo dopo passo, ma non è sicura di quello che verrà dopo ma deve rimanere sul filo ed avanzare. Il filo teso rigido ma non troppo, stupefacente è il viaggio nella sua contraddizione nella stasi del non cadere e nel movimento di avanzare. La guardo dal basso e penso alla comodità del mio piede sulla terra e all’incertezza della terra in equilibrio da funambola nell’universo.

I pensieri vengono folli come questo mio narrare che parte dall’estremo del pensare e si perde nel suo mezzo, dal caldo alla funambola in mezzo la vita che è così. Sudi, ma nel contempo guardi, sei solo ed è il tempo del conoscere e la trama non è mai scritta il gran finale non è contemplato ma è divino questo navigare.

La funambola scende dalla sua corsa eccezionale, tiene i piedi a terra come me che la stavo a guardare e mi spiega il volo, io l’illusioni di star faremo su un mondo che gira e ci convinciamo del girotondo.

 

Immagine: Paul Gauguin Il girotondo delle piccole bretoni (1888)