Il giallo prenotato
21 Gennaio 2024Questo è un giallo, è la storia della scomparsa di una poesia che poi, molto poi, divenne un caso freddo.
Un ragazzo che non sapeva della vita neanche un asso, neanche una carta delle 40 del mazzo decise di dover sfidare l’ardua partita. Cominciò come poteva, non dal re, non dal fante, non dai denari, non dalle spade ma da lei e delle coppe.
Decise, ingenuo, che quella sarebbe stata la partita: regina di coppe da tenere in mano e poi sarebbe stato il gioco.
Ogni volta che avrebbe avuto bisogno di coraggio avrebbe sentito quella sovrana, ogni volta che la sovrana aveva bisogno di una mano avrebbe avuto il suo calore.
Giocarono così per un poco, poi… il ragazzo era uomo fatto, i regni sempre di meno, le partite non avevano più giocatori, e si beveva in bicchieri usa e getta, bibite che non reggevano neanche un minuto.
La cosa andò che parve non esserci più niente, se non un sogno di tanto in tanto, un promemoria di ricordi.
Invece un giorno in una caffetteria perduta nel Sahel, una vecchia auto corrosa dalla sabbia, una macchina lunga, elegante che se la sua fine non era lì sarebbe stata certo parigina, fece scendere…
Il ragazzo ora era uomo di deserto, sapeva fermare le ferite sanguinanti con la sabbia bollente, trovare l’acqua nel cuore di piante grasse e bere i suoi pianti, non giocava a carte ma bevendo te teneva il coltello pronto per non morire.
La donna scesa dalla vettura era come una Senna che si fa sinuosa in campagna e seduce gli argini, i ponti, e fa l’amore con gli alberi, sentinelle tra fiume e terra, soldati di Francia ritti come la sacra rivoluzione.
Sinuosa e seduta sotto il cappello mostra la misura, sulla pelle delle braccia una scrittura di notevole fattura
T’amo senza sapere come, né quando, né da dove,
t’amo direttamente senza problemi né orgoglio:
così ti amo perché non so amare altrimenti
Versi, non persi ma tenuti nella teca della pelle. Versi netti, segnati per sempre.
L’uomo tornò come da dove era partito e le si avvicinò. Fece come fanno gli ufficiali della Repubblica e disse: mi presento, l’attendevo da un poco, lei è la carta del gioco.
Iniziò la partita. Il giallo? Il giallo era prenotato, dal destino.
I versi sono di Pablo Neruda
Nella foto Corto Maltese di Hugo Pratt


