La bellezza della Repubblica

La bellezza della Repubblica

2 Giugno 2024 1 Di Lidano Grassucci

Oggi sto in ritardo, in ritardo con  la Repubblica. Ma comunque ancora in tempo, la repubblica è la cosa di tutti, ma in troppi la pensano cosa di nessuno. Sono repubblicano e sto con Bruto e non con Cesare e non mi inchino a Re, a preti e a chi dice di avere più diritto perchè c’era prima, perchè Dio lo aveva preferito.

Io ho preferito la Repubblica, che è una donna imprevedibile, una donna che ti stupisce per bellezza ma chiede a te mille attenzioni e talvolta si sente tradita anche se non hai altro amore che lei e non vuoi tradire questa fede.

La Repubblica è assoluta, è di quella gente di Piemonte che serviva il “senso civico”, il senso della città del vivere insieme nel rispetto degli altri.

La Repubblica mio è venuta a trovare per quel Mazzini che mi ha aiutato a guardare, per quella gente con il cravattino al collo che parlando non diceva “io sono signore”, ma “noi siamo cittadini”. E poi i giacobini e il loro delirio, un amore così alto per la libertà che ne morirono di crepacuore e si fecero assassini. Sì, perchè non lo escludo che anche i miei hanno fatto del male ed io non escludo mai il mio ma cerco l’amore che ho trovato nella Repubblica e nell’idea repubblicana e nella bellezza che la incarna..

Mi piace pensare ad un bacio dato perchè eravamo liberi di scegliere, io e la repubblica, e liberamente siamo qui, indissolubili.

Poi la Repubblica sarebbe dovuta essere libera e anche giusta ma questo secondo tempo non lo vedrò ormai ma sappia la Repubblica che per me è giusta e libera e di quella ho pieno amore.

Mio nonno mi disse: mai toglierti il cappello. Io non me lo sono tolto mai, poi aggiunse di rimando e sottovoce (segreto tra me e lui) “ma alla bellezza della Repubblica fa anche l’inchino”