Nonostante, il film nel tempo che resta ancora vita nel sentire
1 Settembre 2024Tempo del festival del cinema a Venezia, mi segnalano un film: “nonostante”. Un’opera “seconda” di Valerio Mastrandrea, un film che sta in quel tempo strano che si trova nella malattia, alla vigilia della morte e nella vita dentro il coma. Un tempo che sembra oltre le possibilità dei sentimenti, che non ha più spazio per sentire ma tutto votato al finire, i sentimenti che sarebbero inutili lì.
Invece? Invece Mastrandrea ci entra in questo tentativo di leggere il tempo sospeso e non fa alcuna retorica, non piange, non fa facile senso di ultima tragedia, ma racconta una amore in questo tempo come sottofondo. Insomma parla della vita e delle sorprese di questo ultimo viaggio.
Davanti la scena lui che sta per finire e si chiude nell’ attesa e lei che non si pone tempi a finire ma è carica di vivere, carica di vivere che vivere non esclude gli ultimi atti, l’ ultimo tempo . Lei occupa anche la sua camera, la sua sala d’ attesa per l’ inevitabile. Ma lo stravolge, lo avvolge gli toglie il conto alla rovescia, gli toglie l’ orologio. Lei porta il sentire, il sentimento. Questo tempo non raccontato non raccontabile, con anime che girano nella scena anche se sono bloccate in un letto, anche se sono quasi corpi non vivi, invece fanno da presenze, cosa è il coma?
Il film racconta delicatamente la sorpresa di scoprire che non esistono tempi a finire, ma ogni tempo ha le sue sorprese, quella cosa che mi insegnavano i miei contadini: non farti meraviglia, la meraviglia ti appartiene. Lei viene… Ed è il tempo che ci tocca
Film delicatissimo come alcuni tempi della vita. Fine, coma, ospedale e anime ma il senso è lui e lei perché il percorso di vita è di distacchi, di addii, tranne i sentimenti, il sentire di chi aspettava il saluto e chi si ostina a vivere ed è l’ unico modo di vivere .



