Il genio di un impressionista di Berlino. Al Museo Casa di Goethe di Roma i dipinti di Max Liebermann
21 Settembre 2024Fino al 9 febbraio 2025 il Museo Casa di Goethe di Roma presenta la mostra “Max Liebermann. Un impressionista di Berlino” a cura di Alice Cazzola.
Quattro sale di mostra e le sliding doors della storia sfilano davanti agli occhi, immersi tra Ottocento e Novecento, in un’epoca di trasformazioni pari e forse superiori a quelle successive alla Seconda guerra mondiale fino ai giorni nostri.
Se la storia si studiasse attraverso l’arte: eppure quando si comincia, proprio all’inizio sui libri delle elementari o medie, i primi popoli sono rappresentati dalle loro opere. Dagli strumenti per la vita quotidiana, ciotole, vasi, alle piramidi, alle tombe etrusche. Ma è la suggestione di un attimo, poi c’è lo scollamento, date e fatti in primo piano, per l’arte si vedrà.

Max Liebermann,
Autoritratto, 1908, olio su tela, Gallerie degli Uffizi, Firenze
Max Liebermann nasce nel 1847 e muore nel 1935. Nella sua lunga vita l’Europa farà di tutto per annientare se stessa, ma accanto a date e guerre c’è un mondo che guarda alla vita e al progresso. L’idea del futuro si fa strada in uno sfondo di eleganza che non manca mai. Nelle posture dei protagonisti, nel dettaglio della ciotola di un gatto e nella grandeur della passeggiata romana sul Pincio, dove Liebermann va a contenere con i colori autunnali quell’eccesso pittoresco che gli rimanda l’Italia.
Un impressionista di Berlino: si entra nel cuore di un’arte fatta di dettagli e di insieme. Un’opera per tutte, la famiglia riunita in una scena di vita quotidiana. Un fiore rosso al centro che cattura lo sguardo e lo dirige nell’osservazione del dipinto. Da lontano fotografia, con le figure nitide. Poi bisogna immaginare, per tradurre in termini moderni, di guardare i pixel di una foto. E questi pixel sono tutti diversi, non solo nel colore, ma nella forma e nella forza. Quando si guarda da vicino un’opera impressionista viene meno l’impressione e dirompe il genio.
- Max Liebermann L’artista intento a disegnare attorniato dalla sua famiglia , 1925
Questo è stato l’Ottocento e il Novecento. Se si torna alle date, quella della morte di Lieberman, il 1935, ci racconta che ha fatto in tempo a intravedere e a vivere certi orrori, lui artista ebreo messo al bando. Ma i quadri sopravvivono alla storia e riemergono dimenticati per decenni, rivenduti e infine ritrovati. Così come le pareti della casa dello stesso artista, affrescata sulle suggestioni della Villa di Livia e poi imbiancata. Passata attraverso il dopoguerra, quando diventa sede di un circolo di subacquei, per poi tornare a essere come era, con il giardino così come narrato nei suoi dipinti.
Tanta storia e tanta bellezza in uno degli infiniti portoni di Roma, dove sali una rampa di scale e si apre un mondo.
Museo Casa di Goethe, via del Corso 18 – Roma
Fino al 9 febbraio 2025
Orari: martedì – domenica, ore 10.00 – 18.00, ultimo ingresso ore 17.30; lunedì chiuso
Biglietto: intero 6 euro | ridotto 5 euro
Tutte le domeniche alle 11.00 e alle 16.00 il biglietto d’ingresso comprende la visita guidata in lingua italiana.
Dalla nota stampa
“Per celebrare 150 anni dalla nascita dell’Impressionismo la Casa di Goethe porta a Roma il più importante pittore tedesco di questa corrente artistica”, afferma Gregor H. Lersch, direttore della Casa di Goethe, che prosegue: “la nostra mostra è un’occasione unica per vedere in Italia l’opera di Max Liebermann in tutte le sue sfaccettature.
Al Museo Casa di Goethe la mostra intende presentare nella sua totalità la produzione dell’artista grazie a 32 opere che ne ricostruiscono le fasi più importanti.
- Nato a Berlino nel 1847, MaxLiebermann è considerato uno dei massimi innovatori della pittura tedesca di fine Ottocento: la sua arte e le sue attività politico-artistiche, tra cui quella di presidente della Secessione di Berlino e dell’Accademia Prussiana delle Arti, hanno dato un notevole impulso alla modernizzazione della scena artistica berlinese.
- A partire dal 1895 fu uno dei protagonisti delle prime Esposizioni Internazionali d’Arte della città di Venezia, l’odierna Biennale di Venezia, e le sue opere furono esposte in numerose collettive a inizio Novecento in Italia, entrando così in contatto con alcuni rappresentanti della scena artistica, tanto che la direzione delle Gallerie degli Uffizi gli commissionò un autoritratto per la propria collezione.
- Diverse sue opere sono quindi entrate a far parte di celebri musei italiani, alcune delle quali sono riunite presso il Museo Casa di Goethe, come: Autoritrattodel 1908 in prestito dalle Gallerie degli Uffizi (Firenze), Ragazzi al bagno del 1899 dalla GAM – Galleria d’Arte Moderna (Milano), Ritratto del pittore Umberto Veruda del 1899 dal Civico Museo Revoltella – Galleria d’arte moderna (Trieste) e Lavoratrici di merletto del 1894 dalla Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro della Fondazione Musei Civici di Venezia.
La mostra offre una panoramica della carriera artistica di Liebermann, lunga quasi sessant’anni; la maggior parte delle opere esposte (dipinti, disegni e stampe) provengono dalla collezione della Max-Liebermann-Gesellschaft Berlin e.V., da altre collezioni private in Germania oltre che dallo stesso Museo Casa di Goethe.
Non manca una sezione relativa alla grande ammirazione che Liebermann provava per Johann Wolfgang von Goethe. Lo dimostrano le sue illustrazioni di opere del celebre poeta, ad esempio L’uomo di cinquant’anni pubblicata presso l’editore berlinese Bruno Cassirer nel 1922.
Accompagna la mostra il catalogo “Max Liebermann in Italia” pubblicato in italiano e tedesco, a cura di Alice Cazzola (curatrice della mostra), Lucy Wasensteiner (già direttrice della Liebermann-Villa am Wannsee) e Gregor H. Lersch (direttore del Museo Casa di Goethe). Il volume raccoglie saggi di Alice Cazzola, Sarah Kinzel (ricercatrice presso il Lindenau-Museum Altenburg) e Enrico Lucchese (ricercatore all’Università degli Studi della Campania) e Lucy Wasensteiner.
Immagine di copertina: Max Liebermann, Ragazzi al bagno, 1899, olio su tavola, Galleria d’Arte Moderna, Milano









