Il pogrom del 7 ottobre e l’antisemitismo che non muore
6 Ottobre 2024Tutti gli eventi non sono eventi
Non tutti hanno la potenza storica, epocale, istauratrice di un’era, di ciò che il filosofo tedesco Reiner Schurmann chiama un evento.
Il pogrom del 7 ottobre 2023 è stato uno di questi
Bernard-Henri Lévy, Solitudine di Israele
Domani è l’ anniversario della strage del 7 ottobre per mano di Hamas contro il popolo di Israele e contro l’ umanità tutta.
Da allora sono schierato con Israele e… ogni giorno i miei pensieri su quei fatti vengono tacciati come ipocrisia, errore, essere servo di poteri inumani, di essere malato, di essere sionista.
Addirittura sto nella lista degli agenti sionisti in Italia. Naturalmente non mi offendo di nulla, chi vive di opinioni non può negare quelle che lo riguardano e anche gli imbecilli hanno una opinione, una imbecille opinione ma opinione.
Certo l’ intento non è gentile, ma questo è il mondo in questo male che abbiamo dentro: l’ antisemitismo. Mai nelle altre mie prese di posizione ho avuto di ritorno tanta rabbia, tanto odio. Gli amici mi consigliano “ma chi te lo fa fare”
L’antisemitismo è un male che riguarda i diversi e le diversità, tutto quello che contraddice la distinzione sul mondo tra “noi” e gli “altri” e gli altri sono sempre pochi davanti agli affollati “noi”. Riguarda lo schema che l’occidente è cattivo e il resto del mondo no, e gli ebrei sono i più “occidentali” di tutti: con la memoria della storia, la ricerca nel pensiero speculativo e quello scriversi tutto ma tutto, per non dimenticare niente.
Il 7 ottobre uomini di Hamas, palestinesi di Hamas, uccidono, violentano, rapiscono, scempiano come forse mai prima così nei video da mandare a mamma che benedice il ragazzo che si vanta di aver ucciso tre ebrei, violentato una ragazza di Israele. Mamma benedice da casa questa “giustizia”, una madre…
E nelle piazze di occidente questo è dimenticato perchè l’assassino è assolto, il mostro salvato e alla vittima è negata la possibilità della difesa, la reazione è illegittima.
L’esercito di Israele è colpevole quelli che mettono i bambini a scudo dei missili da mandare a uccidere altri bambini sono “galantuomini”, quelli che mettono le armi per uccidere negli ospedali dove si cura sono “galantuomini”. Ragazzi che non sono andati neanche al catechismo contro la Chiesa si fanno chierichetti ai preti dell’Iran teocratico, in odio all’ebreo.
Gli ebrei debbono rimanere dietro il filo spinato, disarmati, disposti a morire senza reagire, magari cantando inni al Signore. Ne abbiamo uccisi sei milioni, noi occidentali, che vuoi che sia. Ora nelle piazze incitano a finire l’opera. Gli ebrei in armi, capaci di essere anche i migliori del mondo, no, no per carità.
Il giudio è l’erede di quelli che ci hanno ucciso Cristo Gesù e giù ogni accusa possibile.
Ogni bimbo che muore è la morte di un mondo che poteva essere e che non sarà, ma ogni bimbo anche il figlio di Israele. Ogni bimbo che muore è la morte del mondo ma è assassino chi mette il bimbo davanti al suo corpo per non morire e portare altra morte.
E’ uomo chi mette i bimbi davanti ai missili? Chi incita le madri a sacrificare i figli? Ed è madre chi li sacrifica?
O arabi, noi vi potremmo un giorno perdonare per aver ucciso i nostri figli, ma non vi perdoneremo mai per averci costretto ad uccidere i vostri.
Golda Meir, primo ministro di Israele laburista



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Ucidere,uccidere e poi uccidere…sembra un mantra.ormai si campa di cronaca,vhe non ne e’ scevra ,e non di storia