In sinagoga per testimoniare contro l’ orrore del 7 ottobre

In sinagoga per testimoniare contro l’ orrore del 7 ottobre

7 Ottobre 2024 1 Di Lidano Grassucci

Entro in sinagoga a Roma, mi hanno invitato come presidente della associazione amici di Israele di Latina. Io, cristiano, italiano, pure miscredente. Penso al tempio voluto da una Italia risorgimentale e ne sono fiero, la libertà è anche questa possibilità di pregare liberi per gli ebrei. Liberi loro, gli ebrei di Roma, liberi tutti gli italiani
Le pareti del tempio non le posso leggere con i quadri gli affreschi delle mie chiese cristiane, qui c’è la parola, lo scritto.
Sono qui per testimoniare la vicinanza a Israele dopo il sette ottobre. Un pogrom, una mattanza. Qui, in sinagoga, ci sono i rappresentanti del governo, per tutti Giorgia Meloni e la cosa mi fa piacere, sento che il mio paese è dentro la sua storia, perché gli ebrei italiani sono la nostra storia da secoli. Si chiamano gli ebrei di Roma con i nomi dei paesi dei miei Lepini, Di Segni per tutti e mi sento… Oggi qui è difficile, ci sono guardie dappertutto, ci sono fuori segni terribili di quel male che sta dentro il mio mondo, il mondo italiano, l’ antisemitismo. Mia nonna, donna pia, davanti ad un sacerdote, don Renato Di Veroli, che sapeva di Fede commento’: sempre giudio è. E la famiglia del prete si era convertita secoli prima.
Dentro è l’ odio, che diventa bel pensiero per salvare i terroristi in nome di una pace che sarebbe non ingiusta ma terribile. Hanno ucciso ragazzi, bambini, rapito, violentato, offeso i cadaveri. Erano lupi, erano disumani.
Il tempio è grande alto e secco per testimoniare l’altezza di Dio. Ci sono in sinagoga rappresentati dei cristiani, dei musulmani, le fedi di Abramo. Eppure, ciascuno si sente più vicino a dio degli altri. Parla l’ ambasciatore di Israele che rivendica, in italiano, il diritto a difendersi. Diritto sacrosanto, diritto di ogni giusto davanti alla ingiustizia. Fuori, nelle strade, nelle università, nei giornali il male è la difesa di Israele e non la sua offesa. Difendono terroristi. Sono piccolo qui, gli ebrei hanno una memoria lunga, i miei meno. I miei in nome della pace negano la libertà, negano l’ umanità. Parla il rabbino, parlano i rappresentanti della comunità italiana e romana. Parla il dolore di una guerra che chi l’ ha provocata ora si dice innocente e accusa la vittima di essere carnefice.
In coscienza chiedo scusa per mia nonna che segnava una differenza che poi abbiamo scritto nelle leggi sulla razza e oggi nelle piazze. Mi hanno accusato di essere sionista, lo sono come sono figlio del Risorgimento italiano che tanto deve ai figli di Israele, dei resistenti che combattevano altri lupi con la brigata ebraica.
Sono con i ragazzi di Israele che, in armi, difendono la libertà di occidente contro cani che ancora tengono prigionieri uomini e donne rapite.
Esiste il male? Sì, il 7 ottobre l’ ho visto e l’ avevo già visto.
Ogni volta che passo davanti la sinagoga di Roma mi inorgoglisco della liberta Italiana di cui è simbolo. Per questo sto con Israele senza se e senza ma, con i suoi soldati in armi davanti a cani armati.
Questo debbo alla mia coscienza

Oggi 8 ottobre al Museo Giannini in via Oberdan a Latina presentiamo gli atti del convegno “La scelta di Davide, Latina amica di Israele”