In ricordo del 7 ottobre intorno al male

In ricordo del 7 ottobre intorno al male

9 Ottobre 2024 2 Di Lidano Grassucci

Debbo ogni tanto fare come un percorso dentro. Dentro la mia idea di civiltà. Non ho mai nascosto di essere figlio di fame, di bisogno, di un pensare diverso rispetto al bello che appariva. Sono nato e cresciuto nel brutto di non avere come disponibile il futuro nel bisogno di superare il presente. Il futuro era dei ricchi o era paura. Nelle riflessioni sulla guerra in mediorientale questo dramma me lo porto dietro e non sono analista ma partecipe. Un poco come si fa con gli affetti, con gli affetti forti, con i sentimenti che, comunque, ti appartengono ti sovrastano. Stamane per vivere io e i miei simili abbiamo ucciso la “vacca grassa” ed io sono stato in pace ma la stessa pace non è toccata a lei. Il mio micio è bellissimo ma la sua bellezza è stata guerra per un topo, una lucertola e qualche altra creatura timorata di dio. Quando arrivano anime pie a predicare pace universale penso alle loro vittime. Non dite a me di pace, io ho il tormento della vita dall’ amore all’odio e piango il maiale mangiando il prosciutto.

Dico questo perché il pensiero corrente vede tutti angeli e confonde i diavoli, li cela. Ogni giorno il nostro bene ha come contrappeso il male. Ci mettemmo d’ accordo, e lo chiamammo civiltà, di farci il meno male possibile rispettando alcune regole che riconoscevano l’umano anche nel nemico ma… L’ odio cancella tutto e con il tutto la verità
Il 7 ottobre uomini come noi hanno ucciso come animali che non possiamo essere noi. L’ odio è divenuto malvagio e non c’erano angeli più. Abbiamo perduto gli angeli, ma saputo della loro perdita ci sono venuti incontro ipocriti a spiegare che eravamo in pace seppur sgozzati, rapiti, violentati, violati anche nei corpi. Ci hanno detto che la rabbia non era consentita, la reazione una bestemmia, la vita sottomessa normale. Ecco l’ offesa ai feriti nella coscienza: negare il diritto a difendersi per non morire per sempre in nome di una pace che nessuno su questa terra pratica visto lo scorrere di sangue dei viventi e quello degli uomini sugli altri viventi non è meno copioso.
Oggi testimonio che la reazione è dovere, che l’ ira è umana e lo dico perché conosco l’ amore  quando si presenta e non è meno forte, ma anche lui dentro ha dolore, sapore, vita che si avvita nei suoi dubbi
Non uccidere… È legge di dio ma è legge che si contraddice nella volontà di sopraffare l’ altro con sacerdoti che dicono che vale per gli uomini e gli altri non lo sono e sono destinati a morire senza pietà.
Questo dico:  che sono falsi i predicatori di pace anche in schiavitù, sono falsi i buoni complici del malvagio. È falso il diavolo che e’ la faccia brutta di Dio che anche lui ha le sue contraddizioni. Oggi dico che resto nella giustizia a prezzo di essere talvolta ingiusto per restare umano.
Con chi sto? Con chi degli uomini riconosce dolore e errore, non con chi si sente puro e uccide per paradisi con le vergini.