Autunno e la Latina vuota che non ha più funzioni

Autunno e la Latina vuota che non ha più funzioni

10 Ottobre 2024 3 Di Lidano Grassucci

Mi capita di girare a Latina è intorno al mezzodì, il tempo in cui nelle piazze si facevano gli affari, ci si incontrava davanti ad un Campari e il mondo cambiava. La gente faceva le commissioni, i commanni come li chiamava nonna mia.

“Nd’emo a Littoria” segnalava con l’aria di dover fare una cosa importante non per lei ma per l’umanità l’altra mia nonna, Gilda. Insomma Latina era una cosa seria, un viaggio dal monte o dalla campagna: lì c’era lo Stato, i servizi, il mercato, la salute, arrivavano i bus.

Oggi? Guardatela, il Comune davanti non ha nessuno che ci va, piazza del popolo ha tre persone sedute intorno alla palla che guardano il passare del tempo nell’unica cosa che si muove qui: l’orologio.

Fortuna che tira vento e la bandiera tricolore sulla torre fa onda, crea movimento. Non ci sono i ragazzi delle scuole, non ci sono torpedoni, auto manco, e sui marciapiedi non marciano i piedi.

All’angolo tra Corso della Repubblica e Piazza del popolo c’è il cartello con la scritta “chiuso” di Benetton, intervallato dalla medesima scritta di Altra moda, davanti l’ex Step della Camera di Commercio su via Diaz, chiuso, l’edx sede di esattoria e Monte dei Paschi di Siena non è chiuso ma anche dimenticato. L’ex intendenza di finanza e commissioni tributarie chiuse. Una sacca di resistenza umana sta al Circolo Cittadino, ma è rada. E vi ho parlato di uno spazio di metri.

Che altro dire: ma perché mia nonna dovrebbe venire, come veniva, a Latina? Ogni cosa è decentrata, allontanata, negata.

Il centro storico ormai è l’occhio di un ciclone senza che il ciclone abbia più forza, un occhio vuoto di una pioggerellina lieve di marzo.

Latina fa 100 anni tra breve, ma non c’è più, c’è il rischio di celebrare il ricordo di un lontano parente