L’antipatico che sono, la banalità delle anime pie e vuote intorno al mio sionismo

L’antipatico che sono, la banalità delle anime pie e vuote intorno al mio sionismo

11 Ottobre 2024 3 Di Lidano Grassucci

Non sono un tipo simpatico, lo so. Irrito, mio padre lo definivano micchi foco e io ne sono orgogliosamente figlio.

Non prendo mai posizioni maggioritarie perché le pecore mi stanno sul cazzo e i lupi mi paiono fighi.

Sui social, anime pie di nulla pensanti mi spiegano che basta dire pace e tutti si fanno angeli anche quelli che scannano gli agnelli.

No, non è roba mia.

Israele è cattivo… Perché? Sono ebrei, debbono farsi uccidere come nel secolo scorso.

Una volta morti poi facciamo le cerimonie e ci battiamo il petto con la stessa mano che ha aperto la canna del gas.

Gli ebrei armati? Sia mai si difendono.

Golda Mair diceva: i palestinesi vogliono ucciderci tutti e vogliono pure la nostra collaborazione .

Il mondo non è dei buoni: Machiavelli diceva che l’ uomo non è agnello ma lupo e in base a questo ha inventato la politica per gli uomini superando i vangeli per gli angeli falsi e caduti.

Sto con Israele per le ragioni che sono loro la radice del mio sentire.

Dice, ma se sparano agli italiani? Sono italiano e sto con la mia Patria senza dubbio alcuno, ma continuerò a pensare che Israele ha ragioni, e quelle ragioni testimonio.

I ben pensanti? Io male penso ma lo penso libero non dicendo il già detto. La libertà del popolo di Israele è la misura della libertà del mondo.

PS: non sono pacifista, anzi i pacifisti mi fanno senso. Mio nonno Lidano, buttero setino e comunista, a 14 anni mi fece sedere a tavola e ci posò il coltello sopra. Un coltello a scatto con il manico giallo e lama affilata, lo aprì e mi spiegò: co quisto ci pu taglia lo pano, rimonnà la mela ma ci pu’ aggiusta la vita se cache d’uno te vo fa fa la vita sea e non quella che attocca a ti.

Nessuno gli diede mai ordini a nonno, quando i fascisti gli chiesero di farsi la tessera lui rispose “campo de lo me”, non provarono ad avvicinarsi, lui non aveva l’aria di uno che scherzava.

In foto: nonno Lillo, colgo l’occasione per ricordarlo a lui debbo la lezione di vivere.