Le scuse a Giovanni Di Giorgi e la vergogna della gogna: la Santa Inquisizione che ci sta uccidendo

Le scuse a Giovanni Di Giorgi e la vergogna della gogna: la Santa Inquisizione che ci sta uccidendo

14 Ottobre 2024 1 Di Lidano Grassucci

Leggo su Latina Oggi di questa mattina una intervista del direttore Tonj Ortoleva a Giovanni di Giorgi l’ ex sindaco di Latina bloccato da una inchiesta bruttissima sul suo operato in Comune.

Voci, accuse, chiacchiericcio, arresti. Si lo arrestarono Giovanni Di Giorgi, gli tolsero la libertà per 7 giorni. Era innocente ed a dirlo sono dei giudici: chi ridarà a lui quei sette giorni di questa vita finita? Chi pulirà l’onta alla sua credibilità? Chi cancellerà i fiumi di inchiostro su una sua colpa che non c’era?

In troppi in questo paese credono al pensiero giuridico inumano di Piercarlo Davigo: Non esistono innocenti; esistono solo colpevoli non ancora scoperti.

Fare il giornalista è cosa seria perché se non metto il dubbio rovini la vita non fisica, ma civile di una persona.

Inchiesta Olimpia l’hanno chiamata gli inquirenti e i giornali. Da quella inchiesta Giovanni Di Giorgi non fu più sindaco, la sua vita prese un’ altra piega.

Per anni il suo nome fu associato al male, agli elicotteri, ad un palazzo dove non correvano le idee ma gli affari.

I giornali hanno fatto titolo cubitali, lui e Mefistofele erano diventati colleghi.

Di Giorgi divenne sinonimo di male affare, di male amministrare, di intrigo.

La gogna è stata terribile oltre al carcere ingiusto, ora?

Ora è risultato innocente, non aveva fatto niente, non aveva fatto male dal punto di vista dell’ etica e dei reati, per la politica era un’ altra valutazione.

Come se la mettono ora con la coscienza i tanti che non hanno avuto dubbi mai, che hanno preso i rilievi della accusa come condanna per la vita senza percepire l’ esistenza stessa di una difesa.

Non condivido le idee politiche di Giovanni Di Giorgi ma lo conosco, conoscevo la sua famiglia di origine, il suo impegno politica, la sua origine setina (che un poco fa differenza). L’ ho criticato duramente come amministratore ma non ho mai avuto dubbi sul suo rigore.

Oggi vorrei si dicesse: Ci siamo sbagliati.   A dirlo sono magistrati terzi: terzi dai colleghi della accusa, terzi dal fare quello che può della difesa.

Credo che noi giornalisti che siamo registi di gogna, cultori di complotti internazionali dovremmo avere l’ ardire di dire: ci siamo sbagliati.

Questo articolo lo debbo alla mia coscienza di garantista sempre, senza eccezione alcuno a questa Santa Inquisizione che sta divorando la vita civile stessa.