Latina? Il lavoro non finito e il bisogno delle opportunità

Latina? Il lavoro non finito e il bisogno delle opportunità

30 Ottobre 2024 1 Di Lidano Grassucci

Perché qui lasciamo i discorsi a metà? Sospesi. In Comune si discute alacremente di non dire niente. I consiglieri viaggiano a gruppi come grappoli della vigna della politica. Non si mischiano più essendo eletti come fosse carriera rispetto ad essere elettori. Questa cosa mi colpì quando cominciai a vivere qui: non ci si mischiava. Così ogni cosa era di una parte e non c’era un tutto. Latina è città comoda, larga, solare, silenziosa e la gente è bella, esteticamente bella. Qui venivano le squadre del nord a prendere i giocatori di basket e pallavolo, qui c’era la possibilità di essere differenti da dove eravamo partiti ed eravamo mancanti. L’ unica città americana in questo continente di parrucconi e preti. Qui mica era interessante il bus da cui eri sceso, non ti chiedevano da dove vieni, ma ti davano indicazioni su dove andare. Qui eravamo nucleari, qui potevi diventare supereroe come i Fantastici 4, qui per strada potevi incontrare Edy la lampadina di Topolino e Eta Beta era la vicina di casa. Facemmo l’ uva a tendone per farla di più e più buona di quella a filare, così buona che era da mangiare e non da farci il vino. La mozzarella pesava un casino, noi la facemmo a bocconcino e tutti la potevano mangiare anche se non erano 50 nello stesso desco. Latina era una scala mobile che se giravi l’ angolo di Piazza del Popolo stavi a Milano e le ragazze erano più belle di quelle di via Montenapoleone e i ragazzi più fighi di quelli che stavano ai navigli. Tutto si costruiva e anche uno che vendeva mobili poteva fare un grattacielo e l’ albergo era Europa e non più un locale belvedere. Questa roba dovremmo tornare a raccontare lasciando il resto a chi non ha la forza di sfidare un tempo nuovo che sta per arrivare. Latina muore se si fa banale, se fa riti e non rivoluzione, se è pensione e non speranza.
Perché lo scrivo? Semplice, perché vedo riti e non pensieri di lato. Latina è soffocata dai borghi se sono suoi confini, e’ lanciata in orbita se diventano sue porte per diventare capitale. Bisogna scegliere se essere tomba o giardino, Europa o confino. Di questo mi piacerebbe sentire opinione nel dibattito per i 100 anni e non forme di autoerotismo su quanto ciascuno è stato bravo. Io resto setino e il mio testimone è dirvi che qui c’è da fare e dobbiamo tornare a inventare: a Bassiano fecero la stampa, a Cori gli aeroplani a Carpineto le cose nuove dello spirito, a Ninfa rifecero il giardino da cui fumo scacciati … Vi pare poco?