L’anima di Latina

L’anima di Latina

31 Ottobre 2024 0 Di Lidano Grassucci

Ogni volta che in città si parla di qualcosa la discussione sta negli spazi, nella dimensione fisica. Ma che anima ha Latina? Sì, l’ anima. L’ anima di Roma è in quella idea di universo che sta nella res pubblica, nel diritto, nei quadri di Caravaggio e in quel fiume che non è acqua ma strada per due bambini, è una lupa che si fa generosa con due creature non sue. Latina? Parma ha la lirica, ha il canto, ha l’idea che cantando tutto è diverso, Genova è un viaggio che “se ghe pensu…” . Latina no, non si “anima”, non si trova mai a cercare l’ umano creato ma resta il tramezzo che divide stanze vuote. Latina non ha pellegrinaggi, le processioni si perdono nei vialoni, quando ci sono e nessuno grida mai “viva Santa Maria Goretti”, nessuno la invoca per la speranza. Latina non ha una fontana, che sia una, che funziona come si deve, stava nell’ acqua si è seccata ed ora non ha quasi acqua da bere. Beffa delle beffe qui si vantano della bonifica materiale, e mica è male, ma dopo che hanno “cacciato” l’ acqua e gli uomini dell’ acqua morta, l’ acqua per bere resta sezzese. Sarebbe da farci una storia, una storia alla secchia rapita, all’ idea di anime diverse che ne incontrano di alte e ne fanno una che non c’era. Ma non si può, e le discussioni sono sul luogo in cui discutere non la discussione. Come vorrei la discussione sui 100 anni? Con cento storie di spiriti della palude, poi spiriti urbani, poi spiriti nucleari, poi preghiere e bestemmie, in piazza bande e un grande concerto con Tiziano Ferro, Calcutta, pure Ariete magari in mondovisione, con Ambrogio Sparagna e l’ organetto. Se Parma ha la lirica, qui abbiamo un tempo nostro e la città del silenzio si scopre capace di cantare, ecco facciamo un concerto d’ anima