La storia del Regolo, il serpente secolare che mangia i kiwi

La storia del Regolo, il serpente secolare che mangia i kiwi

7 Novembre 2024 0 Di Lidano Grassucci

Questo articolo mi è tornato in mente, è di qualche lustro fa, è un racconto sulle impossibilità. E’ impossibile che ci sia una bestia tanto grande da non essere vista, è impossibile che non ci sia una bestia così grande altrimenti non avremmo paura. E’ impossibile che le storie siano finite ed è impossibile che siamo false tutte le volte che qualcuno dice di averlo visto. La bestia è secolare, la vita meno, ma chi l’ha vista non lo dimentica. Suggestione? Vai, da solo, le notti stellate lungo le strade poco battute e poi mi dirai se non sei stato guardato, osservato, da occhi inumani, da bestie irrazionali: da secolari.

Se non ci credete siete senza il senso delle cose, insensibili. Dice che lo videro gli americani sbarcati ad Anzio nel ’44. Lo volevano prendere per sorprendere al Circo Barnum i tanti che andavano a vedere la donna cannone, l’uomo che saltava i nani e baciava le ballerine. Ci misero una ricompensa, ma la guerra non la prevedi tu e ci rinunciarono per via che da quelle parti c’erano anche lupi mannari, spiriti di Dio che usavano la lago di Giulianello di farsi la barba e poi andare dalla bella Ninfa che  profumava di mughetto a chiederla in sposa mentre lei aveva un amore perduto che valeva la pena di consolarsi. Storie, solo storie, ma la verità della storia non è altro che queste storie davanti ad un bicchiere di vino e manco il primo.

 

“Mitica la leggenda del serpente enorme, che esce ogni tot anni. La raccontava mio nonno, poi mio padre, al nostro Capannaccio.  C’era: lo vedevano quando si spostava tra l’erba e poi se ne andava verso la valle”, è il ricordo della mia amica Filomena Danieli alla lettura dell’articolo sul secolare, nelle zone intorno a Sezze.

Ma cosa è il secolare? E’ un serpente enorme capace di ingoiare anche un cavallo. Il tipo è riservato, esce di rado (ogni secolo, appunto secolare) e poi torna a celarsi al mondo.

E’ il simbolo delle sorprese della vita, è una leggenda, è il bestiario di animali che non sai se sono miti, fantasia o veri come è vero che la balena è lunga 33 metri, come è vero di Big foot, o dello yeti. Anche i romani lo hanno visto il secolare e lo hanno messo nei dipinti di Pompei.

Qualche anno fa, ero cronista a Latina oggi, lo avvistarono tra Cisterna e Doganella. Per qualche giorno fece il suo, poi tornò da dove era venuto. Certo fa impressione ai bambini, certo ci vuole il coraggio di cani grossi per non aver paura, certo ci vuole la saggezza contadina di lasciar correre la natura se ci sei da presso devi non guardarlo negli occhi, devi muoverti piano e andare lontano. In fondo è una creatura che vuole stare sola per sua natura, non esce una volta ogni 20 lustri per litigare, ma non devi dimenticare che sta qui da prima e poi tornerà, quindi non devi mai mancargli di riconoscenza di dignità.

“Verde, una testa come quella di una mucca, e negli occhi aveva l’arcobaleno”: così intitolava L’Unità il 12 Luglio 1991.
La notizia si riferisce alla misteriosa creatura chiamata Serpente Secolare o Regolo (dal latino “regulus”, “piccolo re” dei serpenti) che appare ogni cent’anni in Lazio, nelle province di Latina e di Viterbo. In questo secolo il Regolo è stato avvistato nella zona tra Cori e Cisterna, e la Protezione Civile, con molte perplessità, ha organizzato una battuta do caccia, ottenendo come unico risultato, alcune segnalazioni. E’ l’articolo pubblicato su un sito da bestiario (bluedragon.it), ma il fatto è vero e lo raccontai su Latina Oggi insieme ad Alessandro Comandini allora corrispondente da Cisterna. Cose da non credere, ma vere. Stette in giro per alcuni giorni, poi… si è stufato di noi.

Nella foto un dipinto di Pompei con due secolari