Ricordo di Matteotti a Sermoneta con Nencini
16 Novembre 2024Antonio Melis, segretario del Partito socialista di Latina, mi chiede “compagno, mi farebbe piacere se il 19 novembre presentassi il libro di Riccardo Nencini su Giacomo Matteotti. Il titolo del libro, un romanzo, è Muoio per te. Sono, meglio siamo (c’era anche Melis) reduci da un incontro pubblico sulla figura Matteotti organizzato da vari movimenti di sinistra a Latina, al consorzio di Bonifica. Io e Melis parlammo quasi alla fine, li ascoltammo tutti gli intervenuti con rigore antifascista senza se e senza ma. Ma nessuno, dico nessuno, se non noi ricorda che Matteotti era socialista, era quello che è stato perché era socialista. Era antifascista perché socialista.

Socialista, il termine intendi, è a sinistra più che una bestemmia, una parole da cancellare.
Gli ex comunisti hanno fatto un partito che si chiama democratici, prima lo hanno chiamato democratico di sinistra, sfido a trovare chi non si dica democratico, invece socialista fa la differenza, divide, ma non si usa. Socialista è eversivo e i socialisti lo sono
Come divideva Matteotti che mentre in tanti mugugnavano in attesa di paradisi ma dopo, lui chiedeva il giusto ora, ora davanti ai fascisti che iniziavano la loro macabra tragedia
Infatti muore, lui che cercava di capire il tempo ma non per finire in un altro cattivo tempo.
Fu assassinato Matteotti uno dei socialisti, sì quello che chi doveva stare con una libertà che non aveva definiva “social fascisti”, chi ci sparava contro in quel di Spagna quando difendevano quella repubblica e non tragedia totalitarie.
Matteotti nel nostro incontro a sinistra era: un galantuomo, un coraggioso, un uomo onesto, un anticorruttore, uno di sinistra. Una sorta di moralista. Le hanno dette tutte ed hanno fatto pure fatica perché bastava dire la verità ” era socialista”. Che era di quella fede al mondo su cui nessuno può dire: ci hanno negato la nostra libertà, ci hanno tolto con acidità il pane. Noi siamo quelli di Matteotti, quelli delle brigate Matteotti di cui altri addirittura negarono l’ azione nella Resistenza.
Matteotti è socialista fino al midollo, con gli interrogativi dei socialisti, i dubbi. Mica eravamo convinti che la Russia sarebbe stata meglio in quella fede che pareva, a noi, dover pagare un prezzo alto all’ umano e nessun modello socialista può essere disumano.
Grazie compagno Melis diremo nell’ incontro del libro e parleremo di Matteotti da socialisti con “quella fede che ci è nata in cor”.


