L’ inverno annunciato da un gatto e da un acero
30 Novembre 2024Due cose segnano il tempo di questo tempo: il mio gatto e il mio acero. Iniziamo dal felino, di chiama Simba, pare uno che vive più al bar che a caccia. Se la passa solitario e fermo, inamovibile lui che se si muove è un quadro futurista di aeropittura, va più veloce del movimento di Balla. Ora sta immobile come un bonzo, si fa accarezzare ma senza sforzo. Insomma mi fa percepire il freddo con il suo essere immobile, fermo e mi guarda con gli occhi di chi “deve passare la nottata” poi a primavera torneranno lucertole, bisce, e uccelli a quel tempo avrà gli occhi da assassino ora sembra un bambino. Poi l’ acero che non lo noti fino a quando ti giri e trovi che ha il colore del gatto, Simba è un gatto rosso, l’ acero è tal quale. Si fa dei colori del cielo della sera il mio acero e fa un poco vanitoso ma lui è bello davvero e ti regala una carezza alla vista e il freddo si mischia a questa bellezza. Sapete vengo da tempi in cui la bellezza si presenta con un inchino poi si fa ardita come è testarda come era mia sorella quando voleva dire che era diversa da me in tempi diversi ma poi insieme cercavamo di farci grandi e non ci saremmo feriti mai. I gatti sotto l’ acero litigano da guerra totale ma alla fine non si fanno alcun male. Un gatto, l’ acerto e questa bellezza che si brivida dentro di me e non va via. Un tempo del freddo che senti caldo nella testa, nella festa. Il mio gatto si avvicina, stira i muscoli delle zampe, gira il collo, si muove silenzioso fa il vanitoso accanto all’ acero che non è da meno ed io vorrei abbracciare questo caldo così intenso da capire nel freddo intorno. Un acero, un gatto e io che cerco di questo tormento dell’ anima che fa vedere come sono dentro perso in questi colori. Color terra, terra che accende una lampadina.


