Natale e come guardare la storia

Natale e come guardare la storia

14 Dicembre 2024 0 Di Lidano Grassucci

La giornata è bigia. Il cielo alterna grigi e colori di un sole riservato e pigro. A Natale ci facciamo buoni con la tuta rossa e bianca, ci sentiamo come se il prossimo sia calore contro il freddo e il nemico Comune ci fa eguali e invece siamo diversi. Il Natale ha dei riti così non devi pensare. Il presepe ha sempre gli stessi personaggi ma ciascun tempo li fa suoi contemporanei. Fateci caso non ci sono i nonni nel presepe. Chi era il padre di Giuseppe e quello di Maria e le loro madri? Non ci sono affaccendate in altro vivere e quei tre, sono soli e persi in un viaggio per pratiche burocratiche, dentro un odio di gelosie di Re isterici. L’ amore, il calore, è animale di un bue e di un asino capitati lì per caso.
Poi ci hanno messo stelle e pastori, ma il nodo è di questa isola sola e Maria con Giuseppe parlano poco, e non parliamo del bimbo che seppure dio non ha il dono anticipato della parola .
Giuseppe, di lì a poco, sparirà, Maria farà le preoccupazioni di ogni madre e lui andrà avanti tra deserti, amici tra cui traditori e una sola umana comprensione in tutta la sua breve vita una Maria che non lo sentirà figlio ma uomo nel mondo.
Giornata bigia, il presepe precipita la storia. I pastori poi hanno il loro tempo, il bue e l’ asino sono umili e nulla è straordinario se lo guardi dall’ alto ma se ci entri dentro sai che questa è la storia che solo chi non c’è la può capire: una storia di nonni.