Il senso del Giubileo dei cattolici
1 Gennaio 2025Dice che c’è un tempo in cui l’ altissimo è indulgente, arriva di rado ma viene. Funziona che da oltre il mondo, a cui ci dedichiamo, lui si occupi del mondo in cui stiamo e con “giubilo” dispensa perdono. Perdono a chi ha coscienza dell’ errore, a chi sente dolorante e passa nei pressi di casa sua.
Lì troverà una porta aperta e si può riparare.
Che strano, lui che ha dato la libertà di seguirlo e quella di sbagliare apre la porta all’ errore per farne correzione. Come un burbero professore di matematica che cerca di insegnare a fare di conto ma l’ allievo persevera a non capire e lui paziente insiste a fargli capire l’ armonia dell’ universo dei numeri, l’ unico modo degli uomini di misurare l’ eterno.
Così, indulgenza è salvare quell’ uomo dall’ inferno ma senza mai perdonare l’errore, è rifare il conto e farlo giusto.
Canti gregoriani, riti in latino, ma il senso è volgare di avere un nuovo corso da fare e l’ eternità non brucia negli inferi ma c’è spazio in paradiso.
Giubilo è una festa, è gioia e la gioia del perdono che salva il perdonato ma fa vero il perdonante. Queste cose sono in quei simboli che ormai tranne la Chiesa nel suo eterno, o le fedi nella loro “verita’”, non legge nessuno a me che non vedrò altissimi farsi umani continuano a ritornare da quella cosa che ci forma, che ci resta dentro che è l’ educazione. Mio padre nel 1950 sfilo’ per le vie di Roma come soldato romano pentito, non lo era ma era orgoglioso che in quel centro del mondo, davanti alla grandezza del mondo , il ponte tra dio e gli uomini guardasse lui sbattere a terra le “ciocie” co


