La patata
21 Gennaio 2025Esistono cose umili, umilissime ma che se le racconti si fanno altro da come le pensavi, da come le consideravi. La fame è un sentire che ti dice che devi vivere ma non ne hai l’ opportunità. La fame è bisogno di mangiare per vivere e restare vivente. Se non mangi? La fame resta e poi passa la palla alla fine. Non ho fame, ho paura di sentirmi male se mangio, mangiare è peccato di gola. Io vi dirò, invece, di una soluzione che mi salvò dall’ inappetenza e mi tenne, non senza fame, ma con meno fame di tanto per star qui a scrivere.
Non mangiavo di nulla e allora provarono con la patata. Si la patata che c’era un camioncino con l’altoparlante che diceva di “miracolose patate di Avezzano”, dove avevano prosciugato un lago per mettere al posto dei pesci le patate. Patate pasta gialla diceva l’altoparlante ed io pensavo che chissà se sarà miracolo. Nonna le sbucciò, dopo averle lessate, le schiaccio nello schiaccia patate che le faceva diventare lombrichi lunghissimi ma gialli e… le mise nel piatto e ci mise due pizzicate, forse tre di sale marino fino, poi prese l’olio di oliva, la bottiglia tappata con il dito che si apriva per far scendere un filo e… L’ olio si fuse con le patate che assunsero tono di verde e con la forchetta perché come far amare ogni cosa ( sale, olio, patate ) per trasformare chi si nasconde dal mondo, la patata, in salvezza per restare al mondo.
Miracolo, ho mangiato e mi pareva buono e non ho cercato di buttare via tutto. Così la patata salvo me dalla mia inappetenza, dal farmi venire vomito quando non serviva. Capii poi che questa storia l’ avrei ritrovata per capire la ragione per cui in America c’erano tanti irlandesi: mancarono le patate e loro furono costretti ad andare raminghi oltre il mare.
Questa storia, della patata, è piccola piccola, ma racconta di chi pensava di non dover mangiare, di non poter e poi mangiò.
E mi trovai a fare un purè, si arricchì di latte e morbidezza. In fondo basta poco per essere pronti a mutare il mondo, una patata


